Dentro la Tv: Su Netflix la serie Tv “Virgin River” dai romanzi di Robyn Carr. Il paesaggi americano fa da cornice a una storia di buoni sentimenti

giovedì 6 febbraio 2020
Un articolo di: Sergio Perugini

Pagine di sentimento. Un sodalizio continuo quello tra cinema, serie Tv e letteratura, che ha fidelizzato schiere di lettori e spettatori. Ultimo in ordine di tempo l’adattamento dei romanzi a tinte rosa della scrittrice americana Robyn Carr (una macchina da best seller con oltre 50 titoli all’attivo) per la piattaforma Netflix. Il colosso dello streaming ha scommesso, a partire dallo scorso dicembre, sulla serie Tv “Virgin River” (10 episodi da 45 minuti l’uno), annunciando già la preparazione di una seconda stagione dato l’esito immediatamente positivo di visualizzazioni. Un segnale di come la piattaforma cerchi di diversificare il suo catalogo rivolto a un pubblico il più possibile ampio, intergenerazionale, in questo caso molto vicino a quello della Tv generalista.

Ricominciare. Protagonista è Melinda, detta Mel (Alexandra Breckenridge), ostetrica che lascia la grande città per lavorare in una clinica di provincia. La giovane donna vuole lasciarsi alle spalle una ferita sentimentale che viene spiegata a colpi di flashback nel corso delle 10 puntate. Nella cittadina di Virgin River, Mel si scontra con la diffidenza iniziale della comunità, che ben però si trasforma in un abbraccio che risana.

Pros&Cons. Si muove lungo il binario del “Feel Good Movie” la serie Netflix “Virgin River”, racconto che esplora tutte le tinte del romance, dall’amore alle diverse tonalità dell’amicizia e dei legami famigliari. Attraverso il personaggio di Mel, una outsider nelle dinamiche della cittadina di Virgin River, lo spettatore fa esperienza dello stile di vita calmo e avvolgente della provincia, mostrata con una fotografia pulita, patinata, molto rassicurante. Il realismo sociale è dunque filtrato da lenti gentili e virate sempre su scala positiva. Ciascuno dei personaggi in scena ha infatti problemi, sfide da affrontare, ma la situazione non deraglia mai nel campo dell’impossibilità o dello sconforto. Mel passa dalla solitudine del cuore al calore di una ritrovata comunità dal sapore familiare. “Virgin River” sembra muoversi sulla scia di produzioni tipiche del canale statunitense Hallmark, come “Chesapeake Shores”; la narrazione pertanto non dimostra particolari scossoni o sorprese, ma procede in maniera lineare. La confezione formale, poi, è senza dubbio buona, curata, in linea con le aspettative del prodotto, pensata per un pubblico ampio e desideroso di evasione. Del resto, gli adattamenti cinematografici dai romanzi sentimentali di Nicholas Sparks hanno sempre funzionato alla grande in sala, attivando uno zoccolo duro di pubblico pronto ad accogliere benevolmente la proposta. È il caso di dire che al cuor non si comanda…

Articolo disponibile anche su Agenzia SIR

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