Dialogo (im)possibile tra docente e allievo

Dialogo spinoso ma fecondo tra un docente e una studentessa nella commedia a sfondo sociale “Quasi nemici” di Yvan Attal

giovedì 6 dicembre 2018
Un articolo di: Massimo Giraldi, Sergio Perugini

Inizia subito come uno scoppiettante cortocircuito il film franco-belga “Quasi nemici” (“Le brio”, 2018) diretto da Yvan Attal, con Daniel Auteuil e Camélia Jordana. Siamo nella Parigi di oggi, nell’Università Panthéon-Assas, dove muove i primi passi accademici la studentessa Neïla Salah, francese di origini africane. L’impatto con l’ateneo è minato da uno scontro verbale denso di pregiudizi con il decano di Diritto Pierre Mazard. Uno scontro destinato a trovare ben presto le vie del dialogo, quando il docente viene richiamato dal Rettore e spinto a formare la giovane per un concorso di Retorica.
Andando ad analizzare la struttura narrativa del film, possiamo individuare tra le sequenze più significative il momento in cui Neïla accetta di esibirsi, su invito del suo professore, in un discorso pubblico su un vagone della metropolitana, in mezzo a sconosciuti. Lì le dinamiche dello scontro tra i due protagonisti, espressione di due universi sociali, culturali e anagrafici lontani, si avvicinano, riescono a trovare il sentiero della condivisione. Proprio in quel momento trova ancoraggio il progetto educativo, quel rapporto di fiducia tra docente e allievo.
Nel complesso, “Quasi nemici” si rivela una commedia riuscita, con momenti di humor amaro, che evidenziano le pieghe problematiche della società odierna, ancora segnata da pregiudizi e discriminazioni. Si veda, ad esempio, proprio la sequenza inziale quando tanto il prof. Mazard quanto la comunità studentesca si lasciano andare a facili strumentalizzazioni a sfondo razziale, che restituiscono un’istantanea della Francia attuale (ma non solo…). In più, il conflitto acquista una dimensione virale, quando i giovani condividono tutto in Rete; ciò apre inevitabilmente riflessioni su come media possano rivelarsi in alcuni casi strumenti di divisione e frammentazione anziché di inclusione.
Dal punto di vista pastorale, “Quasi nemici” è certamente consigliabile, brillante e adatto per dibattiti. Per approfondimenti, si rimanda alla scheda di valutazione pastorale della Commissione nazionale valutazione film CEI.

Quasi nemici

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