1492 – LA CONQUISTA DEL PARADISO **

Valutazione
Accettabile-riserve, Crudezze
Tematica
Storia
Genere
Biografico
Regia
Ridley Scott
Durata
160'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
THE CONQUEST OF PARADISE
Distribuzione
Artisti Associati International
Soggetto e Sceneggiatura
Roselyne Bosch
Musiche
Vangelis
Montaggio
William Anderson, Françoise Bonnot

Sogg. e Scenegg.: Roselyne Bosch - Fotogr.: (scope/a colori) Adrian Biddle - Mus.: Vangelis - Montagg.: William Anderson, Françoise Bonnot - Dur.: 160' - Produz.: Ridley Scott, Alan Goldman

Interpreti e ruoli

Gerard Depardieu (Cristoforo Colombo), Sigourney Weaver (Isabella di Castiglia), Armand Assante (Sanchez), Angela Molina (Beatrice), Fernando Rey (Marchena), Tcheky Karyo (Martin Alonzo Pinzon), Frank Langella (Don Luis Di Santangel), Michael Wincott, Kevin Dunn, Steven Waddington, Loren Dean, Billy Sullivan

Soggetto

in Spagna nel 1490, il navigatore Cristoforo Colombo oltre al figlio minore, Fernando (avuto dalla fedele compagna Beatrice) ha un figlio più grande, Diego, nato da un'altra donna che vive nel convento di padre Marchena. Questi, vecchio amico di Cristoforo, ottenuto per Colombo un incontro coi dotti dell'università di Salamanca gli raccomanda di parlare con prudenza, per non cadere sotto i rigori della Santa Inquisizione. Cristoforo, espone dunque a Salamanca il suo piano di un viaggio per mare verso occidente, convinto che si potrà raggiungere così la Cina (delle cui favolose ricchezze ha parlato Marco Polo). Ma il progetto viene respinto, e il navigatore s'infuria talmente che Marchena gli dà una dura penitenza. Viene allora a cercarlo Martin Alonzo Pinzon, armatore di Palos, che ha fiducia in lui ed ha amici influenti, come il banchiere Don Luis Di Santangel, che decide di finanziare la spedizione di Colombo. Il 2 gennaio 1492 questi giunge a Granada, appena riconquistata (dopo settecento anni di dominio arabo), per essere ricevuto dalla regina Isabella di Castiglia che, nonostante la presenza ostile del consigliere Sanchez, membro di Salamanca, si lascia convincere dal progetto di Colombo, e accoglie le sue richieste di essere vicerè dei futuri terreni conquistati e di avere una percentuale sulle ricchezze ivi trovate. All'alba del 3 agosto 1492, dal porto di Palos, in Andalusia, partono tre caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria, al comando di Cristoforo Colombo. Durante la navigazione Cristoforo spiega al capitano Mendez l'uso del sestante, precisando che la loro rotta segue il 28° parallelo. Ma le settimane passano, e, malgrado il malcontento dell'equipaggio, Colombo si rifiuta di tornare indietro: è sicuro che la terra è vicina e promette un premio a chi l'avvisterà per primo. Ben presto la nave entra in una coltre di nebbia, e, quando questa si dirada, appare improvvisamente la lussureggiante bellezza di una foresta tropicale. È il 12 ottobre del 1492. Giunti sulla spiaggia, tutti s'inginocchiano, l'ammiraglio prende possesso di quella terra in nome dei sovrani di Castiglia e d'Aragona, e la chiama San Salvador. Incontrati più tardi gli abitatori del luogo, quasi nudi e armati di lance rudimentali, Colombo raccomanda ai suoi di rispettarli: gli pare di aver trovato l'Eden. Mentre disegna un piccolo ritratto di Utapan, il primo indigeno visto nell'isola, che poi diventerà anche l'interprete fra spagnoli e nativi, Cristoforo gli vede al collo dei ciondoli d'oro: subito la spedizione inizia la ricerca del prezioso metallo nel fiume, ma il lavoro è duro e i proventi scarsi. Più tardi Colombo spiega al capo di Haiti (sempre tramite l'interprete) che verranno qui molti altri uomini, e porteranno agli indigeni il loro Dio e le medicine. Pinzon, intanto, si è ammalato gravemente e Colombo lo riporta in Spagna con sé, lasciando sull'isola 39 uomini, che dovrebbero costruire un forte. Alla corte di Isabella Colombo riceve grandi onori, ma desta invidie, specie da parte di Sanchez, il quale è però certo che egli si rovinerà da solo. Comincia infatti con l'inimicarsi un importante giudice, Don Francisco di Bobadilla, che vorrebbe essere nominato governatore di un'isola (mentre Colombo ha già dato tali cariche ai suoi fratelli minori), e il giovane nobile Adrian di Moxica, che farà parte della seconda spedizione di Colombo verso le Indie Occidentali. Gli spagnoli giungono alla meta il 28 novembre del 1493, ma trovano che i compagni rimasti sono stati trucidati: Cristoforo riesce a stento ad impedire la vendetta dei suoi, che vorrebbero una strage di indigeni. Mentre il navigatore si della costruzione di una bella città, ispirata a disegni di Leonardo da Vinci, gli indio vengono costretti a raccogliere oro e a consegnarlo, e Moxica taglia una mano ad un uomo che dice di non aver trovato nulla. Ciò provoca una rivolta degli indigeni, e molti spagnoli vengono uccisi. Colombo punisce l'orgoglioso Moxica, che vuol far processar

Valutazione Pastorale

questo film di Ridley Scott è un lavoro dignitoso e fatto con impegno, presentato con ricchezza di mezzi, e si avvale di una splendida fotografia, di una messa in scena spettacolare, e di una buona ambientazione. Il brano più suggestivo è quello della scoperta della terra, al diradarsi della nebbia. Ma la figura di Colombo è presentata senza un vero approfondimento sia del suo lato di audace navigatore (un po’ avventuriero), sia di quello d'uomo profondamente religioso. Fra gli attori, primeggiano Sigourney Weaver (Isabella), e Depardieu (Colombo). Le riserve sono motivate dalla presentazione di particolari crudi per le molte uccisioni cruente.

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