Alice e il sindaco

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Giovani, Lavoro, Politica, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Nicolas Pariser
Durata
103'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
Alice et le maire
Distribuzione
Bim Distribuzione e Movies Inspired
Soggetto e Sceneggiatura
Nicolas Pariser
Fotografia
Sébastien Buchmann
Montaggio
Christel Dewynter
Produzione
Emmanuel Agneray, Olivier Père,

Interpreti e ruoli

Fabrice Luchini (Paul Theraneau), Anais Demoustier . (Alice Heimann), Antoine Reinartz (Daniel), Thomas Chabrol (Patrick Brac), Nora Hamzawi (Melinda), Léonie Simaga (Isabelle Leinsdorf)

Soggetto

Il sindaco di Lione, Paul Théraneau, dopo trent’anni di impegno politico si sente svuotato e a corto di idee. Viene, così, assunta come sua consigliera Alice Heimann, giovane e brillante filosofa…

Valutazione Pastorale

La trentenne Alice Heimann (Anaïs Demoustier, giovane attrice che in Francia ha all’attivo molti film e altrettanti riconoscimenti), dopo la laurea in lettere, gli studi di filosofia e qualche anno d’insegnamento in Inghilterra, viene chiamata a lavorare per il sindaco di Lione, Paul Théraneau, (il sempre perfetto Fabrice Luchini, Coppa Volpi a Venezia per il film “La corte”). “Mi sento come un auto da corsa che da tempo ha finito il carburante e continua ad andare avanti a forza d’inerzia”, le dice Théraneau al primo incontro. Comincia così il racconto di un singolare rapporto (non privo di incomprensioni e difficoltà) tra due generazioni, tra due mondi: la giovane donna che cerca la sua realizzazione lavorativa e personale e il politico che dopo trent’anni di militanza e impegno nell’amministrazione della cosa pubblica non trova più idee, la spinta ideale per andare avanti. Il rapporto tra i due cresce, di pari passo con l’invidia dei colleghi per il ruolo che Alice va assumendo, fino alla scena culmine del film, quando, insieme, scrivono il discorso fondamentale di Théraneau, quello che dovrebbe segnarne ufficialmente la candidatura alla presidenza della Repubblica. Il film narra, in maniera delicata, ma anche molto efficace (merito dell’interpretazione misurata e al tempo stesso intensa dei due protagonisti) un rapporto che parte dalla semplice comunicazione per arrivare alla comprensione e a un reciproco accrescimento nella consapevolezza dei propri desideri più profondi e obiettivi. A fare da sfondo a questo racconto così “personale” c’è, poi, un tema più sociale e politico: lo smarrimento di un partito, quello progressista, che non riesce più a trovare la chiave giusta per comunicare con il proprio elettorato. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per di battiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato nella programmazione ordinaria e in molte altre occasioni come opportunità per approfondire temi quali il senso dell’impegno politico, il lavoro, l’incertezza per il futuro, soprattutto dei giovani, e i cambiamenti di una società in continua e veloce evoluzione.

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