ALIEN 3

Valutazione
Inaccettabile, farneticante
Tematica
Donna, Fantascienza, Metafore del nostro tempo
Genere
Fantascienza
Regia
David Fincher
Durata
114'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
ALIEN 3
Distribuzione
Fox
Soggetto e Sceneggiatura
David Giler, Walter Hill, Larry Ferguson Vincent Ward basato sui personaggi creati da Dan O'Bannon, Ronald Shusett
Musiche
Elliot Goldenthal
Montaggio
Terry Rawlings

Sogg.: Vincent Ward basato sui personaggi creati da Dan O'Bannon, Ronald Shusett - Scenegg.: David Giler, Walter Hill, Larry Ferguson - Fotogr.(Scope/a colori): Alex Thompson - Mus.: Elliot Goldenthal - Montagg.: Terry Rawlings - Dur.: 114' - Produz.: Gordon Carrol, David Giler, Walter Hill.

Interpreti e ruoli

Sigourney Weaver (Ellen Ripley), Charles Dance (Clemens), Lance Henriksen (Bishop II), Charles S.Dutton (Dillon), Paul Mc Gann (Golic), Brian Glover (Andrews), Ralph Brown (Aaron), Danny Webb, Christopher John Fields, Holt Mc Callany.

Soggetto

Nel 2525 la giovane Ellen Ripley, combattivo ufficiale, va a schiantarsi con la navetta spaziale ed alcuni compagni (che moriranno tutti) su Fiorina 161, uno sperduto pianeta, che un tempo ospitava una colonia penale ed ora un gruppetto di assassini radiati dal mondo in espiazione, riuniti in una strana confraternita di mistici. Ripley (rapata a zero, essendovi sul posto milioni di pidocchi) deve affrontare i galeotti, ma ha grinta e cinismo e se la cava. Però cova in sé un timore: con lei è sbarcato un alieno ed il timore si fa certezza, quando la donna si accorge che costui è entrato nel suo stesso corpo, anzi che i mostri sono di fatto due, uno in giro negli immensi e tetri sotterranei della colonia, l'altro in via di proliferazione (addirittura una larva regina), destinato a contagiare l'universo intero. Poiché il feto è ancora nel ventre di Ripley, l'alieno vivente la rispetta, ma in compenso comincia a straziare e a uccidere gli uomini. Nei sotterranei e nei depositi, tutta o quasi l'antica tecnologia è distrutta o inutilizzabile, le batterie sono scariche e gli uomini devono lottare con le mani, le torcie, il buio e il mostro. Uno dopo l'altro sono fatti a pezzi, compreso Clemens (il medico della comunità, innamoratosi della donna) e così il negro Dillon, Golic, il governatore Andrews. La navicella dei soccorritori arriverà solo dopo una settimana, ma Ripley ha compreso ben presto che la "Compagnia" che tutto sovrasta e domina non pensa affatto di sopprimere i mostri, ma di utilizzarli per scopi scientifici. Nell'orrore della situazione, rinserrando la bestiaccia nel sottosuolo con la chiusura di alcune porte, la donna aiutata dai superstiti compagni riesce a sterminare il mostro con una colata di piombo fuso accompagnata da cascate d'acqua. Per eliminare per sempre la sua prole che ancora reca nel ventre, Ripley si uccide gettandosi nella fornace.

Valutazione Pastorale

Un fanta-horror a tinte forti, ma meno efficace degli Alien precedenti, molto confuso e truce. La vicenda ondeggia fra cupezze medioevali e il post-duemila (molto "post", tuttavia, giacché il nuovo millennio è ormai alle porte). La tecnologia appare vetusta e rugginosa. C'è un grande spreco di labirinti angosciosi e di terrori a non finire, ma tutto sommato la storia finisce in poco. Naturalmente effetti speciali in grande quantità oltre al solito mostro con le enormi chele e ad uomini galeotti-maniaci. La intrepida Ripley anziché tornarsene finalmente a casa, piomba per un guasto su un pianeta a dibattersi tra incubi e angosce: scelte non ne ha e deve lottare, così come non resta agli omaccioni che battersi alla morte con qualche torcia e a mani nude. Il film è enfatico (musica compresa), farneticante, di sceneggiatura discontinua mescolante l'orrore a incongrue spruzzate di misticismo. Gli interpreti principali sono Charles Dance (nei panni di Clemens), un attore che ha alle spalle una carriera di spicco, ed una Sigourney Weaver angosciata per il destino dell'umanità. Francamente sarebbe bene che storie del genere, terrificanti e fumose, con bestiacce varie scomparissero dagli schermi.

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