AMANTES (AMANTI)

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Vicente Aranda
Durata
107'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Spagna
Titolo Originale
AMANTES
Distribuzione
Artimm Cinematogra-fica
Soggetto e Sceneggiatura
Alvaro Del Amo, Carlos Perez Merinero, Vicente Aranda
Musiche
José Nieto
Montaggio
Teresa Font

Sogg. e Scenegg.: Alvaro Del Amo, Carlos Perez Merinero, Vicente Aranda - Fotogr.: (panoramica / a colori) Jose Luis Alcaine - Mus.: José Nieto - Montagg.: Teresa Font -Dur.: 107' - Produz.: Pedro Costa P.C. VIETATO AI MINORI DEGLI ANNI DICIOTTO

Interpreti e ruoli

Victoria Abril (Luisa), Jorge Sanz (Paco), Maribel Verdu' (Trini), Enrique Cerro, Mabel Escano, Jose Cerro, Gabriel Latorre, Alicia Agut, Ricard Borras, Saturnino Garcia, Cosme Cortazar, Carmen Ibarra, Jorge Juan Garcia, Lucas Martin, Fernando Hernandez, Maria Valencia

Soggetto

A Madrid nel 1950, Paco, un giovane soldato di origine campa-gnola, viene congedato dall'Esercito. Il suo ex comandante gli trova un posto nel cantiere di un amico, ma Paco si licenzia e passa alle dipendenze di un fornaio. Vuol lavorare e poi sposare la fidanzata Trini (domestica del suo superiore, ottima ragazza, illibata ed economa): intanto prende in affitto una camera presso Luisa, una vedova più matura ed esperta di lui, la quale imme-diatamente lo conquista con la sua ardente sensualità. La donna, inoltre, coinvolge Paco per far soldi in affari loschi. Sospettando di essere tradita, Trini si concede al fidanzato proprio nell'alloggio della maliarda, che la incontra a cose fatte sulle scale di casa. Luisa è gelosissima e Paco si ritrova conteso e sballottato fra i sentimenti delle due rivali. Consigliata dalla datri-ce di lavoro, Trini porta per qualche giorno Paco fuori Madrid dalla anziana madre, spacciandolo come marito. Intanto Luisa viene richiesta da un grup-petto di disonesti di pagare un debito di 15.000 pesetas; lei non le ha e, dato che qualcuno di essi le ha lasciato lividi sulla faccia, Paco pensa di farsele consegnare dalla fidanzata, sotto il pretesto di comprare un bar, per lavorare insieme, sposarsi sul serio e alloggiare al piano di sopra. Trini accetta felice (le pesetas da lei risparmiate sono anzi 30.000): i due partono e, nell'alber-ghetto in cui sono scesi, lui la deruba per portare a Luisa i soldi promessi. Poi, però pentito, ritorna dalla ragazza, sconvolta e delusa, si accusa e le rac-conta tutta la storia. Trini impugna un rasoio e minaccia di uccidersi, lui le promette di dimenticare Luisa, purché la sfortunata ragazza receda dal suo proposito. Lei però non riesce a perdonare l'inganno e l'umiliazione subìti e chiede a Paco di ucciderla. E Paco lo fa usando il rasoio, mentre la neve cade sui due davanti alla facciata di una chiesa gotica. Paco corre alla sta-zione: il treno per Madrid è in partenza, ma Luisa riesce a scendere in corsa e si getta fra le braccia dell'amante. L'amore per lei ha avuto la meglio sul fragile Paco, plagiato da Luisa e assassino di Trini.

Valutazione Pastorale

Un romanzaccio, peggio che di appendice, di mediocre fattura, più risibile che lacrimevole, di estrema banalità in tutto. Non poteva mancare una Spagna oleografica e tutta di maniera (la festicciola paesana in onore degli sposi fasulli), oltre che l'intrusione a fini solo polemi-ci di riti sacri (la Messa davanti ai soldati, il sacerdote che transita in piviale sotto la neve recando il Viatico, con a latere il chierichetto munito del tradi-zionale campanello) quasi a voler imbottire il cranio agli spettatori con la ben nota espressione "vizi privati e pubbliche virtù" nel quadro della Spagna franchista e repressiva. La storia, che dovrebbe avere i connotati della pas-sionalità, arranca sui dettagli della malvagità, del raggiro e del delitto, fino alla conclusione tragica e con il trionfo dell'infuocato rapporto fra l'ex solda-to e la più matura vedova (rimasta impunita per avere a suo tempo eliminato il consorte). Victoria Abril incarna verosimilmente la donna spregiudicata e sensuale e sembra destinata nel cinema iberico a ruoli dove le esercitazioni "lercie" sono d'obbligo.

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