ANCHE I COMMERCIALISTI HANNO UN’ANIMA

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Maurizio Ponzi
Durata
110'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
ANCHE I COMMERCIALISTI HANNO UN'ANIMA
Distribuzione
D.A.R.C.
Soggetto e Sceneggiatura
Franco Ferrini, Enrico Vaime, Antonello Dose, Maurizio Ponzi, Marco Presta Umberto Marino
Musiche
Domenico Scuteri, Corrado Rizza, Gino Bianchi
Montaggio
Sergio Montanari

Sogg.: Umberto Marino - Scenegg.: Franco Ferrini, Enrico Vaime, Antonello Dose, Maurizio Ponzi, Marco Presta - Fotogr.: (panoramica/a colori) Carlo Alberto Cerchio - Mus.: Domenico Scuteri, Corrado Rizza, Gino Bianchi - Montagg.: Sergio Montanari - Dur.: 110' - Produz.: Erre Cinematografica, Alto Verbano

Interpreti e ruoli

Renato Pozzetto (Carlo Malinverni), Enrico Montesano (Roberto), Sabrina Ferilli (Sonia), Milena Vukotic (Cesira), Guido Nicheli (Galbusera), Elena Paris (Patrizia), Maurizio Marsala (Silvio), Pina Cei, Gaby Ford, Paolo De Vita, Paola Scaffidi, Patrizia Leonet, Meno Dini, Maurizio Battista

Soggetto

a Roma, la giovane Sonia, impiegata presso uno studio notarile e fidanzata con Roberto, fiscalista alla Corte dei Conti, è incuriosita dall'arrivo nell'ufficio accanto del commercialista Carlo Malinverni, un milanese che non disdegna mazzette e intrallazzi. Tenta così di trasformare il riluttante Roberto costringendolo ad indossare abiti nuovi e ad acquistare un telefono cellulare, ma non nasconde il suo interesse per Carlo, facendo addirittura in modo da incontrarlo al ristorante. L'intervento della finanza blocca l'attività del faccendiere Carlo costretto addirittura a vendere l'orologio e un quadro di valore all'avida genitrice, mentre Sonia cerca attraverso Cesira, una santona di ispirazione buddista, una nuova dimensione spirituale. Quest'ultima organizza un viaggio in India per visitare il guru Subramanian, sua guida spirituale: sullo stesso aereo viaggiano oltre a Sonia e Roberto, anche Carlo che, estromesso da casa dalla moglie, cui ha intestato tutto per motivi fiscali, è stato consigliato ad allontanarsi per evitare il peggio; c'è anche Silvio, un bambino muto con il padre che spera in un miracolo. In India Sonia, delusa dall'esperienza, dopo aver litigato con Roberto, si consola con un'avventuretta, che si rivela un fiasco, con Carlo. Costui, trovato sul posto un milanese, Galbusera, anch'esso esule fiscale, su suo consiglio decide di organizzare un businness che ruota attorno alla figura del guru Subramanian e ad un villaggio vacanze di lusso. Tornati in Italia mentre Sonia, sempre più insoddisfatta, si dedica ad un'ennesima nuova esperienza, Roberto, appassionato giocatore di calcio segnando con il pallone ha la sorpresa di sentire gridare "goal" da Silvio, il bambino muto presente alla partita.

Valutazione Pastorale

commedia all'italiana di Umberto Marino (autore del soggetto originale) il film si dipana stancamente tra situazioni risolte sempre piuttosto banalmente, con un tono incolore, scialbo, che trascina quasi subito nella noia lo spettatore. Pozzetto e Montesano si dividono equamente e senza entusiasmo battute e situazioni, e la volenterosa Ferilli tenta di dare brio al suo ruolo, risultando paradossalmente più incisiva dei due più quotati partner. L'unica convincente è la Vukotic, attrice di razza, che ha tra l'altro il dono raro dell'autoironia. Se il film è sostanzialmente contenuto nelle scene e nel linguaggio, vi sono alcune volgarità decisamente di cattivo gusto. Positiva la figura di Roberto, il più moderato ed assennato del gruppo; Sonia è troppo presa dalla sua smania di cambiamento in sè stessa e negli altri, e finisce per perdere l'unico uomo che tutto sommato le garantisce un affetto e vorrebbe sposarla; Carlo è il tipico italiano truffaldino e superficiale, con una madre improbabile nella sua avidità e grettezza, ma degna comunque di tale figlio. La satira, in certo qual modo fedele specchio di situazioni reali, non è certo lusinghiera nei confronti del buddismo, anche se sembra circoscrivere con una certa correttezza il fenomeno a manifestazioni che poco hanno a che fare con l'essenza dell'antica filosofia indù.

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