ANIMALI CHE ATTRAVERSANO LA STRADA

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Adolescenza, Delinquenza minorile, Educazione, Famiglia, Povertà-Emarginazione
Genere
Drammatico
Regia
Isabella Sandri
Durata
93'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Istituto Luce
Musiche
Epsilon Indi
Montaggio
Rosella Mocci

Orig.: Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Isabella Sandri, Giuseppe M.Gaudino, Heidrun Schleef - Fotogr.(Panoramica/a colori): Tarek Ben Abdallah - Mus.: Epsilon Indi - Montagg.: Rosella Mocci - Dur.: 93' - Produz.: Giuseppe M.Gaudino per Gaundri in collaborazione con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Enrica Maria Modugno (Fiammetta Saracina), Francesca Rallo (Martina Curtò), Salvatore Grasso (Sciù), Andrea Renzi (Giovanni Scalia), Cristina Donadio (Susanna Curto), Olimpia Carlis (Selene), Carmen Giardina (Gaia), Roberta Spagnuolo (Eva)

Soggetto

Martina, 14 anni, vive per le strade della periferia romana, affidata alle cure di un assistente sociale, Giovanni Scalia. Martina non va a scuola, e invece passa il tempo con Sciù, un coetaneo innamorato di lei. Sciù ha occhi solo per lei, Martina però spesso si ritrare spaventata e per reazione alla vita di prostituta che fa la madre. Durante il giorno, Martina e Sciù mette in atto piccoli colpi, furtarelli, raggiri, tutto preso come passatempo e divertimento. In questa situazione interviene Fiammetta Saracina, giovane poliziotta del commissariato del quartiere. Fiammetta ha sempre avuto un occhio di riguardo per le infrazioni commesse da minorenni. Prende in simpatia i due giovani, e per loro subisce dei rimproveri dai superiori. Finché un giorno, dopo aver subito un rifiuto a collaborare da parte di Martina ( a cui ha chiesto di fare la delatrice nei confronti di Alì, il padre e padrone della finta sauna in cui lavora la madre), Fiammetta passa da un bonario atteggiamento ad una rigida applicazione del codice. Dopo una serie di altre incomprensioni, Martina e Sciù scappano in motorino. La polizia li insegue sulle macchine. I due accellòerano, come in un gioco. Ma ad una curva sono investiti da un camion. Martina muore.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un film che paga pesantemente lo scotto del cosiddetto "neo-neorealismo" fine anni Novanta. Riprese in 'esterni', i due ragazzi esordienti e presi dalla strada, il quadro d'ambiente povero e trasandato: tutto alla fine, per voler essere spontaneo, diventa fin troppo costruito, raffazzonato, messo insieme alla meno peggio per costruire un ritratto sociologico affrettato e per niente convincente. La regia asettica e tutta 'studiata' non fa mai emergere autentica drammaticità, si viaggia sul filo di reminiscenze pasoliniane viste però da lontano e sempre con troppo, freddo disincanto. Al problema del disagio degli adolescenti nelle periferie urbane il racconto porta pochi e scarsi contributi. Tutto si appiattisce sul linguaggio scurrile, sugli eccessi, sull'assenza di un qualunque obiettivo. La conclusione poi appare voluta e 'indirizzata', quasi a rimarcare a tutti i costi il dramma. Dal punto di vista pastorale, se è vero che le tematiche proposte non possono comunque essere disattese, sembra opportuno valutare il film come discutibile, segnalandone alcune scabrosità.

Utilizzazione

più che in programmazione ordinaria, il film si indirizza ad occasione precise, per avviare discussioni sui temi degli adolescenti nei contesti urbani dell'Italia del Duemila. Da seguire con cautela in occasioni di eventuali passaggi televisivi.

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