BABAR IL RE DEGLI ELEFANTI

Valutazione
Inconsistente, banale
Tematica
Bambini, Film per ragazzi
Genere
Film d'animazione
Regia
Raymond Jafelice
Durata
80'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Canada, Francia, Germania
Titolo Originale
Babar, konig der elefanten
Distribuzione
BIM - Columbia TriStar Films Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Raymond Jafelice, Peter Saunder dal racconto omonimo di Jean de Brunhoff e Laurent de Brunhoff
Musiche
Great Big Music
Montaggio
Karen Lewria, Nauri Tsamardos

Orig.: Germania/Francia/Canada (1998) - Sogg.: dal racconto omonimo di Jean de Brunhoff e Laurent de Brunhoff - Scenegg.: Raymond Jafelice, Peter Saunder - Fotogr.(Normale/a colori): non accreditata - Mus.: Great Big Music - Montagg.: Karen Lewria, Nauri Tsamardos - Dur.: 80' - Produz.: Peter Volke, Michael Hirsh, Patrick Laubert, Robert Rea, Clifford Ross, Clive Smith.

Soggetto

L'elefantino Babar vive felice nella foresta dove fa la conoscenza dell'elefantina Celeste. Poi la mamma viene uccisa. L'infanzia finisce, Babar comincia a camminare, attraversa la savanae arriva in città. Incontra Madame, una vecchietta elegante, va a scegliersi un vestito, si ambienta nei nuovi luoghi. Dopo alcuni anni arrivano Celeste e Arturo, un altro elefante, e convincono Babar a tornare nei luoghi di origine. Nella giungla c'é la guerra con i rinoceronti. Ma Babar con un espediente riesce ad evitare le ostilità. Allora Cornelius l'anziano designa Babar come nuovo re, e lui designa Celeste come regina. Babar dice che vuole costruire la città degli elefanti. Strade e case nascono in breve tempo. Babar ha tre figli ed è felice, ma arriva la sfortuna a rovinare tutto. Con pazienza e tenacia, Babar aspetta, finquando la Malvagia viene sconfitta. La città degli elefanti si chiamerà Celestopoli.

Valutazione Pastorale

Il personaggio dell' elefante Babar é nato nel 1931 ad opera del francese Jean de Brunhoff ed è stato protagonista di numerose serie televisive. Questa versione su grande schermo non é però dei più felici e lascia molti dubbi sull'opportunità di altri, futuri sviluppi. Il racconto é melenso e sdolcinato, i personaggi sono connotati da una ingenuità troppo insistita per risultare credibile. Il disegno poggia su colori poveri, disegni e mimica approssimativi. Ne deriva una sorta di serenità melensa e un po' stucchevole, dove stonano i consueti, ma qui quasi risibili atteggiamenti 'umani' degli animali. Insomma il film è edulcorato, tranquillizzante ma senza grinta né convinzione. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come inconsistente e banale per meglio rendere l'idea dell'insipienza complessiva dell'operazione. UTILIZZAZIONE: l'utilizzo, sia in programmazione ordinaria sia in altre occasioni, é rivolto ai bambini, che possono seguirlo in totale tranquillità, e tuttavia senza trovarvi particolari stimoli alla fantasia e alla creatività.

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