BABYLON A.D.

Valutazione
Inconsistente, crudezze
Tematica
Avventura, Fantascienza
Genere
Azione
Regia
Mathieu Kassovitz
Durata
90'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Francia, Stati Uniti
Distribuzione
Moviemax
Soggetto e Sceneggiatura
Mathieu Kassovits, Ric Besnard tratto dal romanzo "Babylon Babies" di Maurice G. Dantec
Musiche
Atli Orvarsson
Montaggio
Benjamin Weill

Orig.: Stati Uniti/Francia (2008) - Sogg.: tratto dal romanzo "Babylon Babies" di Maurice G. Dantec - Scenegg.: Mathieu Kassovits, Ric Besnard - Fotogr.(Panoramica/a colori): Thierry Arbogast - Mus.: Atli Orvarsson - Montagg.: Benjamin Weill - Dur.: 90' - Produz.: Babylon A.D. SAS, Babylon Films Limited, Studio Canal, MG Films.

Interpreti e ruoli

Vin Diesel (Toorop), Melanie Thierry (Aurora), Michelle Yeoh (Rebecca), Gerard Depardieu, Charlotte Rampling

Soggetto

Toorop, esperto mercenario, accetta l'incarico di scortare la giovane Aurora da un monastero in Mongolia a New York. La ragazza, appena diciottennne, nata in quel luogo e mai uscita, é sorvegliata a vista dalla sua tutrice Rebecca. Si tratta infatti di una ragazza 'speciale', in grado di sviluppare capacità paranormali di preveggenza. Per farla arrivare sana e salva a Manhattan, Toorop deve farle avere il minor numero di contatti possibili con gli altri. Tuttavia chi é interessato a far fallire la missione cerca di creare ostacoli e rischi. Toorop, all'inizio indifferente, prende a cuore la faccenda, e difende a tutti costi la ragazza. L'arrivo a New York significa anche il momento della resa dei conti. Aurora non sopravvive ma Toorop si prende in carico i due figli che lei ha avuto.

Valutazione Pastorale

Si tratta, più che mai, di un film di 'genere'. Nel racconto si alternano 'fantasy','thriller','fantascienza' e, inopinatamente, anche spruzzature new age e spiritualiste. Il tutto, certo, cucito a dovere dall'azione, ben dosata e in qualche passaggio incalzante. La regia del francese Kassovitz, lontana dalla rabbia de "L'odio" (1995) e più in linea con il successivo "I fiumi di porpora" (2000), fa ricorso senza mezzi termini all'andamento aggressivo-patinato dei videoclip, con stile suadente e dialoghi scolpiti sulle bocche dei protagonisti. Ne esce un prodotto decisamente commerciale, più da vedere subito che da ricordare in seguito. Le ambizioni contenutistiche restano superficiali (Aurora incinta senza avare mai avuto rapporti...) e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come inconsistente, e non privo di crudezze.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, come proposta per appassionati di questo genere 'misto' tutto e solo azione. Qualche attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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