BANANA

Valutazione
Consigliabile, poetico, dibattiti
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Educazione, Famiglia - genitori figli, Solidarietà-Amore
Genere
Commedia
Regia
Andrea Jublin
Durata
83'
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Good Films
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Esmeralda Calabria

Orig.: Italia (2014) - Sogg. e scenegg.: Andrea Jublin - Fotogr.(Panoramica/a colori): Gherardo Gossi - Mus.: Nicola Piovani - Montagg.: Esmeralda Calabria - Dur.: 83' - Produz.: Ginevra Elkann, Francesco Melzi D'Eril per Good Films in collaborazione con Rai Cinema.

Interpreti e ruoli

Marco Todisco (Banana), Beatrice Modica (Jessica), Anna Bonaiuto (professoressa Colonna), Giorgio Colangeli (il preside), Camilla Filiipi (Emma), Gianfelice Imparato (padre di Banana), Giselda Volodi. (madre di Banana)

Soggetto

A scuola tutti lo chiamano Banana per la passione che nutre per il calcio brasiliano. In classe è innamorato di Jessica, una coetanea sulla quale cerca di fare colpo e per questo l'aiuta a preparare compiti e interrogazioni. Banana insegue quella felicità che le persone più vicine a lui sembrano aver dimenticato: dalla sorella Emma, ai genitori, alla professoressa Colonna. L'entusiasmo che Banana mette in quello che fa è pari alle delusioni che riceve. Ma in fondo, è proprio come dice lui: basterà un gesto semplice (un pallone che ritorna intatto) per illuminare tutto il resto...

Valutazione Pastorale

Quanta graffiante malinconia, quante emozioni trattenute, quante delusioni mandate giù senza tuttavia perdere entusiasmo e fiducia! Difficile che una commedia riesca a condensare al proprio interno tante suggestioni e tanti spunti di dolente generosità. Ci riesce questo film nel quale il torinese Andrea Jublin, classe 1970, già candidato all'Oscar per il corto "Il supplente", riassume e mette a fuoco una possibile reazione al dilagante senso di resa che incombe sulle generazioni più giovani. Delle quali Banana è emblema strategico: non bello, grassoccio, remissivo, riceve schiaffi ma non si piega, disponibile a migliorare e a raggiungere l'obiettivo che insegue. Siamo di fronte ad un protagonista che si muove tra commedia e dramma, senza fare distinzione, senza urlare o protestare, un ragazzo che si mette in gioco e rischia fino a pagare di persona. In un film così delicato e toccante, diventano strategici i ruoli di contorno, mai così importanti: la professoressa Colonna, algida e distaccata; i genitori di Banana; la sorella Emma, delicata e persa in un amore troppo difficile; Jessica, la inafferrabile compagna di scuola. Personaggi, non attori, perché le maschere cancellano le persone. La dichiarazione non esplicita ma solo metaforica di Banana sulla ricerca della felicità vale più di cento manifesti programmatici. Apre il cuore, quindi la mente ad una nuova, forse ulteriore utopia del bello. Ma senza le stelle cosa saremmo? Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, poetico e adatto per riflessioni varie e non omologate.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per allargare il ventaglio delle soluzioni narrative della 'commedia'.

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