BITTERSWEET LIFE

Valutazione
Discutibile, violento, dibattiti
Tematica
Gangster, Male, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Kim Jee woon
Durata
120'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Corea del Sud
Titolo Originale
Dalkomhan insaeng
Distribuzione
Lucky Red Distribuzione
Musiche
Dalparan, Jang Yeong Gyu
Montaggio
Jae Geun Choi

Orig.: Corea del Sud (2005) - Sogg. e scenegg.: Kim Jee Woon - Fotogr.(Scope/a colori): Ji Y Kim - Mus.: Dalparan, Jang Yeong Gyu - Montagg.: Jae Geun Choi - Dur.: 120' - Produz.: B.O.M. Film Productions.

Interpreti e ruoli

Byung-Hun Lee (Sunwoo), Min-A Shin (Heesoo), Roeha Kim (Moonsok), Kiyoung Lee (Moosung), Dalsoo Oh (Myunku), Young-Chul Kim (Kang), Jung-Min Hwang . (Baek)

Soggetto

Sunwoo fa il direttore d'albergo, ma in realtà è il braccio destro di Kang, potente boss mafioso. Quando da lui riceve l'incarico di sorvegliare la bella Heesoo, di cui è innamorato, Sunwoo esegue; coglie in effetti la ragazza in compagnia di un altro ma tace e, al ritorno del capo, non gli dice niente. Kang naturalmente viene a saperlo, e la sua vendetta parte inesorabile. Accerchiato, torturato e violentato, Sunwoo riesce tuttavia a non cedere. Sopravvissuto a prove indicibili, incontra Kang e lo uccide, prima di venire a sua volta eliminato durante la carneficina finale al ristorante "La dolce vita" dell'albergo. Sunwoo da vivo e felice si specchia mentre fa esercizi di pugilato.

Valutazione Pastorale

Quasi sempre lontano dalle mezze misure, il cinema coreano ci ha abituati a storie nelle quali felicità e dolcezza della vita sono accerchiate, e in certi casi vinte dal prevalere della brutalità e della corruzione. L'ambiente dei gangster e della mafia organizzata é quello dove, per definizione, l'unica legge é data dalla pistola e dall'omicidio. L'intromissione di un sentimento d'amore per una donna, difficile da concretizzarsi, procura alla fine solo altro dolore e voglia di altre vendette. Così l'universo della vicenda é di soffocante, claustrofobica crudeltà. Uccisioni a sangue freddo si alternano a mattanze generalizzate Eppure in questo quadro desolato, dove tutto sembra fatalmente cedere al peggio, dentro il male si affaccia qualche spiraglio di risalità: un regalo fatto arrivare alla donna, un'albero mosso dal vento, un sogno di un'altra esistenza. Piccoli segnali per una vita che é amara, ma può (potrebbe) anche essere dolce. Proprio perché non sembra che il regista ceda del tutto al pessimismo, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, restando tuttavia assai violento, e indirizzandosi soprattutto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: come detto il film, più che in programmazione ordinaria, è da indicare per occasioni mirate e per un pubblico adulto, come avvio ad una riflessione sui temi del rapporto tra bene e male, e sulla violenza all'interno della società coreana. Molta attenzione é da tenere per i minori in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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