BODY OF EVIDENCE (CORPO DEL REATO)

Valutazione
Inaccettabile, Perverso
Tematica
Genere
Thrilling
Regia
Uli Edel
Durata
95'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
BODY OF EVIDENCE
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Brad Mirman
Musiche
Graeme Ravell
Montaggio
Thom Noble

Sogg. e Scenegg.: Brad Mirman - Fotogr.: (normale/a colori) Doug Milsome - Mus.: Graeme Ravell - Montagg.: Thom Noble - Dur.: 95' - Produz.: Dino De Laurentiis Communications - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Madonna (Rebecca Carlson), Willem Dafoe (Frank Dulaney), Joe Mantegna (Robert Garrett), Anne Archer (Joanne Braslow), Julianne Modre (Sharon Dulaney), Jurgen Prochnow (Alan Paley), Michael Forest (Andrew Marsh), Charles Hallahan, Mark Rolston, Richard Riehle, Frank Langella, Jeffrey Roston

Soggetto

l'incriminazione di Rebecca Carlson da parte del vice-procuratore distrettuale Robert Garrett è gravissima: essa è accusata di aver ucciso l'amante Andrew Marsh – un ricco e anziano sofferente di cuore – praticamente con il suo stesso corpo ed eccessi sessuali; in più il morto ha tracce di cocaina nel sangue e ha lasciato vari milioni di dollari in eredità alla maliarda, con sospetti e lacrime della segretaria Joanne Braslow, che ha amato Marsh per anni. L'avvocato Frank Dulaney assume la difesa di Rebecca, per intanto rilasciata dietro cauzione. Dulaney è bravissimo con i codici, ma emotivo per natura e cade nelle spire della donna, la quale è una imbattibile specialista del genere sado-maso, con giochi perversi. In tribunale si svolge il consueto seguito di colpi di scena, con testimoni più o meno attendibili pro o contro Rebecca, sempre impassibile e dall'aria candida, che ribatte ogni accusa, dichiara che Marsh non era un cocainomane. Dulaney plagiato (e "usato" perfino in ascensore o in garage), crede alla di lei innocenza e si adopera perché l'accusa e gli attacchi di Garrett cadano nel nulla. Durante il processo viene a deporre un medico – il dottor Alan Paley – che da prima nega e poi dovrà ammettere che proprio tra i suoi clienti la donna aveva adescato un altro facoltoso anziano – testimone al processo – che lei dichiara di aver lasciato perché omosessuale). Dopo la battaglia processuale il verdetto della giuria è di assoluzione. Dulaney è convinto della innocenza di colei che lo ha stregato con i suoi capricci sessuali. Ma la sentenza avrà ben altro seguito. In un incontro a tre (Rebecca in casa sua con Alan e Frank), Dulaney si rende conto che fra la sua cliente e Paley correva una delle tante sordide passioni della donna (coronate in fase finale da delitto e denaro). Poiché la donna si prende gioco di Alan, questi adirato uccide Rebecca.

Valutazione Pastorale

dalla semplice lettura della trama la valutazione di questo film di Uli Edel, in cui lo stesso corpo di Madonna funziona da "corpo del reato" si può facilmente formulare. Si può, tuttavia, notare che come thrilling il film è ben congegnato, e, quanto a processo su deposizioni e colpi di scena non vi è nulla da eccepire. A parte questo, tutta l'operazione è scopertamente commerciale: un abito tagliato apposta per Madonna, che qui sfoggia sobri tailleur a compensare una nudità sfrenata. Al centro vi è una donna senza troppi dubbi con le sue trovate sado-maso, con quel volto innocente ma ambiguo, emblema dell'eterno femminino con un carisma affidato solamente al sesso.

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