CALVARIO

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti
Tematica
Alcolismo, Bibbia, Evangelizzazione-missione, Male, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
John Michael McDonagh
Durata
104
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Gran Bretagna, Irlanda
Titolo Originale
Calvary
Distribuzione
Twentieth Century Fox Italia
Musiche
Patrick Cassidy
Montaggio
Chris Gill

Orig.: Gran Bretagna/Irlanda (2014) - Sogg. e scenegg.: John Michael McDonagh - Fotogr.(Scope/a colori): Larry Smith - Mus.: Patrick Cassidy - Montagg.: Chris Gill - Dur.: 104 - Produz.: Reprisal Films, Octagon Films, Irish Film Board, BFI - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Brendan Gleeson (padre James Lavell), Chris O'Dowd (Jack Brennan), Kelly Reilly (Fiona), Aidan Gillen (dott. Frank Harte), Dylan Moran (Fitgerald), Isaach De Bankolè (Simon Asamoah), M.Emmet Walsh (Gerald Ryan), Marie-Josée Croze (Teresa Robert), Domhnall Gleeson (Freddie Joyce), Orla O'Rourke . (Veronica Brennan)

Soggetto

In confessionale padre James Lavelle ascolta le dure rivelazioni di un uomo: costui lamenta di aver passato traumatiche esperienze sessuali con rappresentanti della Chiesa e rivela di immaginare un unico rimedio di risarcimento alle violenze subite, individuare un sacerdote tranquillo e positivo e eliminarlo nel giro di una settimana. Sorpreso e preoccupato, incredulo e confuso, padre James cerca di riprendere la vita di tutti i giorni, muovendosi tra la piccola parrocchia affidatagli e il resto del paesino disperso nella campagna irlandese. Accanto a lui, arrivata da Londra, c'è Fiona, la figlia avuta dalla moglie poi morta. Nei giorni successivi Lavelle incontra gli abitanti che lo provocano con atteggiamenti rissosi, sguaiati, indecenti anche oltre il necessario. Va in carcere a parlare con alcuni condannati, ha parole di comprensione per tutti ma si ritrova in un clima ostile ed esagitato che ne mima le resistenze. Quando arriva la domenica, trascorsi i sette giorni, Lavelle va all'appuntamento con il suo killer che non cambia opinione e lo uccide.

Valutazione Pastorale

La sequenza d'apertura è in grado di creare immediata repulsione. L'immagine evocata dalla voce fuori campo è così rivoltante da indurre a prenderla per una provocazione voluta a decisa a tavolino. L'impressione che il copione giochi con molta facilità sul contrasto tra la depravazione a briglia sciolta degli abitanti e il costante imbarazzo del sacerdote solo con se stesso non può essere del tutto negata. Resta però la suggestione di quel titolo, la consapevolezza che il male c'è e ha bisogno di esempi per essere contrastato. Lavelle accetta di affrontare il proprio calvario, perché alla violenza delle armi si risponde solo con le mani nude e il cuore aperto, con la mente libera e lo spirito alto. Forse allora la realtà che Lavelle attraversa è magari un po' accresciuta, alquanto esagerata e insistita. Ma la realtà esce da se stessa e entra nella metafora, nel sogno, nella provocazione delle Fede. Nell'Irlanda cattolica, Lavelle non può pensare che la Fede possa abdicare al proprio ruolo. Una Fede che si fa preghiera, carità, capacità di perdono. E' questo in fondo il senso del sacrificio di Lavelle. Come faceva dire Bresson nel finale del diario di un curato di campagna: Tutto è grazia, così oggi bisogna ritrovare e vivificare i segni di grazia in questo tormentato inizio di terzo millennio. Il cinema può ancora offrirci qualche aiuto. Per questi morivi il film, pur tra alcune limitazioni espressive, è dal punto di vista pastorale, da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Alcuni passaggi delicati (c'è comunque il divieto ai 14) consigliano di riservare il film a proiezioni per adulti e per un pubblico mirato, anche come avvio ad una riflessione più ampia sul ruolo del sacerdote nella nostra società postmoderna.

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