CAMILLA

Valutazione
Discutibile, Ambiguità
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Deepa Mehta
Durata
95’
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Canada
Titolo Originale
CAMILLA
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Paul Quarrington Ali Jennings
Musiche
Daniel Lanois, John Altman
Montaggio
Barry Farrell

Sogg.: Ali Jennings - Scenegg.: Paul Quarrington - Fotogr.: (panoramica /a colori ) Guy Dufaux - Mus.: Daniel Lanois, John Altman - Montagg.: Barry Farrell - Dur.: 95’ - Produz.: Christina Jennings, Simon Relph

Interpreti e ruoli

Jessica Tandy (Camilla Cara), Bridget Fonda (Freda Lopez), Elias Koteas (Vincent Lopez), Maury Chaykin (Harold Cara), Hume Cronyn (Ewald), Graham Greene (Hunt Weller), Ranjit Chowdhry, George Harris, Sandi Ross, Atom Egoyan, Gerry Quigley, Devyani Saltzman, Camille Spence

Soggetto

a Toronto, Vince Lopez, grafico, e la giovane moglie Freda, cantautrice in cerca di successo, decidono di prendersi una vacanza nell’isola di Peabo. I padroni della villetta da loro affittata sono l’anziana violinista Camilla Cara ed il maturo, obeso ed ansioso figlio, Harold, regista di film erotici. Camilla, vedova di uno scrittore, narra alla giovane del suo fantastico esordio a Toronto, nella Winter Gardens Concert Hall, nel concerto di Brahms. Anche Harold e Vince, complice un barbecue, fano amicizia, tanto che il primo offre al secondo l’opportunità di disegnare i cartelloni del prossimo film. I due partono così per Toronto lasciando le donne sole che pensano di andare a sentire il concerto di Brahms che si tiene di lì a poco nella medesima località. Durante il viaggio la vecchia automobile di Vince affonda cadendo dal traghetto: il timoniere le ospita nell’hotel di cui è custode invernale e le due lo ricambiano esibendosi in duo con violino e pianoforte. Quindi Hunt Weller, un sedicente produttore, offre loro un tè in una villa dando loro un passaggio su un’automobile rubata, mentre Harold e Vince sono in ansia non sapendo, dopo il ripescaggio dell’automobile, che fine abbiano fatto le donne. Finalmente una telefonata, con l’insolita richiesta di un riscatto di 47.000 dollari per il presunto rapimento di Camilla, svela un retroscena: la cifra è la metà del guadagno realizzato da Harold con la vendita della casa paterna e da lui incamerato come erede senza nulla cedere alla madre. Costei detta anche le norme della consegna: un fodero di violino con i soldi sotto una statua nel foyer del Wintergarden Theatre. Qui Harold, bambino, assisteva alle fughe sentimentali della madre con l’amante, il liutaio Ewald, che in quest’ultimo viaggio avventuroso Camilla va a trovare, ricevendo un nuovo violino in dono. Dopo un incontro tenero tra i due, che rimpiangono il passato, Camilla confida a Freda che in realtà il celebre concerto fu un fiasco e che smise di suonare. Poi i quattro s’incontrano nel teatro: Camilla fugge con i soldi e l’amato Ewald, dopo il consenso del figlio decisosi a lasciare godere il poco tempo che le resta.

Valutazione Pastorale

il film rivela una serie di buone intenzioni formali e contenutistiche che, tuttavia, non entrano mai nell’interesse dello spettatore. Le sequenze fotografate ora con gusto ora con eccessi da fumetto sentimentale, sembrano troppo spesso una serie di cartoline cinematografiche illustrate, con tanto di didascalia esplicativa. I continui sorrisi devoti della Fonda, evidentemente in soggezione per il carisma dell’anziana attrice, finiscono per annoiare, come i motivetti piuttosto banali e dallo stile abusato, che dovrebbero passare per le sue canzoni di futuro successo. Forse il grasso Harold, col suo dramma di figlio “abbandonato” dalla madre ed ora despota che soffoca la sua vita è l’unico a creare momenti convincenti. Non mancano tocchi felliniani, come la suonatina notturna di Camilla alla stazione, o il vero e proprio poster con l'anziana donna che suona sulla spiaggia con il relitto sullo sfondo. La relazione adulterina, il disamore per il marito, i comportamenti (con edonismo ed egoismo barattati per maturazione personale), il tutto nel consueto materialismo, rendono il film discutibile.

Le altre valutazioni

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