CANDYMAN – TERRORE DIETRO LO SPECCHIO

Valutazione
Inaccettabile, Farneticante
Tematica
Genere
Horror
Regia
Bernard Rose
Durata
99'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
CANDYMAN
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Bernard Rose tratto dal racconto "The forbidden" di Clive Barker
Musiche
Philip Glass
Montaggio
Dan Rae

Sogg.: tratto dal racconto "The forbidden" di Clive Barker - Scenegg.: Bernard Rose - Fotogr.: (panoramica/a colori) Anthony B. Richmond - Mus.: Philip Glass - Montagg.: Dan Rae - Dur.: 99' - Produz.: Steve Golin

Interpreti e ruoli

Virginia Madsen (Helen Lyle), Tony Todd (Candyman), Xander Berkeley (Trevor Lyle), Kasi Lemmons (Bernadette Walsh), Vanessa Williams (Anne-Marie McKoy), De Juan Guy (Jake), Michael Culkin (Purcell), Stanley De Santis, Gilbert Lewis, Marianna Eliott

Soggetto

la giovane studiosa Helen Lyle, ricercatrice presso l'Università dell'Illinois e moglie del professor Trevor Lyle, docente di antropologia, è sorpresa nel constatare quanto il mito urbano di Candyman – un leggendario negro, autore misterioso di efferati delitti – sia radicato nell'immaginario di non pochi giovani studenti. Decisa a sfatare tale mito, si reca a Chicago con la sua assistente Bernadette Walsh, ad esplorare nella zona malfamata di Cabrini Green, uno stabile labirintico in estremo degrado, abitato unicamente da negri in miseria, dentro il quale – stando alla leggenda – proprio un geniale ritrattista negro si era innamorato un secolo fa della giovane donna che stava ritraendo su commissione, suscitando l'ira del padre della ragazza che, dopo averlo orrendamente mutilato e seviziato, l'aveva fatto morire. Helen si avventura tra le strutture in rovina dell'edificio con la sua macchina fotografica, per fissare i cunicoli più orridi e i particolari da incubo che potrebbero essere all'origine della leggenda, per dimostrarne l'infondatezza, finchè, segnato dalle cicatrici del raccapricciante delitto di cui era rimasto vittima, le si materializza davanti il mitico Candyman, chiedendole amore, quasi in risarcimento di quello negatogli il secolo prima. Da quel momento la lucidità razionale di Helen vacilla. Sono del mitico Candyman oppure opera sua gli orrendi omicidi che si susseguono a catena? Viene sospettata, arrestata, ritenuta squilibrata: internata in un manicomio, riesce a fuggire e va incontro a molteplici disavventure finchè muore fra le fiamme di un falò folkloristico del malfamato quartiere, nel tentativo di sottrarre al mitico Candyman un piccolo negro, che ritiene sua prossima vittima.

Valutazione Pastorale

delirante, anche narrativamente, il film si colloca sulla linea degli horror più avanzati, privi di ogni motivazione, all'infuori del proposito di impressionare ed impaurire con trovate sempre più stomachevoli e trucide, come quelle dei water traboccanti di animaletti, le bocche vomitanti api, i corpi ridotti a vespai, il luridume invadente, gli effettacci senza risparmio con la complicità di tecniche sofisticatissime e di effetti speciali di straordinaria abilità. Il tenue filo tematico della rivolta negra contro la discriminazione razziale, o quello – appena accennato – della vendetta viscerale di una donna tradita contro il marito adultero, come pure i potenziali simbolismi di alcune immagini, che avrebbero potuto caricare il racconto di significati allegorici si disperdono nel coacervo complicato ed oscuro di situazioni sempre più inestricabili, rendendo la narrazione farneticante ed affaticante, senza alcun costrutto, con spreco enorme di mezzi e di talenti. Lavoro prolisso e debordante, assolutamente inutile.

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