CLOSE UP *

Valutazione
Accettabile, Problematico, Dibattiti
Tematica
Psicologia, Tematiche religiose
Genere
Metaforico
Regia
Abbas Kiarostami
Durata
85’
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Iran
Titolo Originale
CLOSE UP
Distribuzione
Cadmo Film
Soggetto e Sceneggiatura
Abbas Kiarostami
Montaggio
Abbas Kiarostami

Sogg. e Scenegg.: Abbas Kiarostami - Fotogr.: (normale/a colori) Ali Reza Zarrindast - Montagg.: Abbas Kiarostami - Dur.: 85’ - Produz.: A.R.Zann

Soggetto

a Teheran nel 1990 il giornalista Hassan Farazmand si reca in taxi con due militari per documentare l’arresto di Ali Sabzian, un giovane che si è fatto passare per il celebre regista Mohsen Makhmalbaf per introdursi nella vita quotidiana della famiglia Ahankhah. A corto di soldi, Hassan deve chiedere un prestito per far accompagnare alla prigione Sabzian ed è costretto a cercare disperatamente un registratore per intervistarlo. Nel carcere dove è rinchiuso da 21 giorni, Sabzian confida il suo amore per il cinema di Makhmalbaf, e soprattutto per il suo film “I ciclisti”. Nell’udienza Sabzian narra del suo amore fin da bambino per il cinema, la sua adorazione per il famoso regista, la sua povertà, la sua frustrazione di non aver mai potuto girare un film. Narra di come ha inviato tutta la fmaiglia al cinema a vedere il “suo” film “Il ciclista” e come l’ha seguita di nascosto, di come si è giustificato davanti a una foto del vero regista su una rivista adducendo la scusa che la foto lo ritraeva da giovane, del suo matrimonio fallito dopo sette anni, con i due figli affidati alla madre, presente in aula, le difficoltà economiche appena compensate dai lavori saltuari. Makhmalbaf è divenuto una sorta di cantore della sua miseria morale e materiale, ed impersonarlo è stato per lui come liberarsi dal giogo delle avversità. Visto che non ha precedenti penali e chiede sinceramente perdono alla famiglia ingannata, il giudice intercede per lui, ed anche la madre supplica la Corte e la parte lesa di essere indulgente. Il perdono è ottenuto, e sarà il regista Makhmalbaf in persona, avvertito della cosa, a portare sulla sua motocicletta Sabzian dagli Ahankhah con dei fiori rossi per una visita di riconciliazione.

Valutazione Pastorale

i valori fondamentali della compassione e del perdono, comuni alle tre religioni abramiche, ma soprattutto evidenziati dai Vangeli e dal Corano, emergono in questo film di Kiarostami, sempre attento all’uomo, ai suoi sogni, alle sue aspirazioni, alle sue debolezze, con uno stile minimalista, immediato. Film documento di un fatto vero che ha per interpreti i personaggi reali della vicenda, e che riprende il processo nella realtà, con momenti di notevole spessore psicologico e tensione morale. Certo si tratta di cinema di dialogo e di notazioni psicologiche più che d’azione, e il suo rifiuto totale della spettacolarità può renderlo forse ostico a molti che ricercano nel cinema le emozioni facili. È un opera originale ed interessante, soprattutto come documento di un approccio con la realtà individuale, in seno al sistema politico-religioso dell’Islam, in chiave iraniana, molto significativo e che può contribuire, in senso ecumenico, a far giustizia di molti luoghi comuni su un mondo di cui si ha tutto sommato una visione superficiale e frettolosa, grazie alla lente deformante dei media, travisata spesso da interessi politici ed offuscata dalle esplosioni periferiche e cruente del fondamentalismo. Film accettabile, che può fornire ampi spunti di dibattito.

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