COME L’ACQUA PER IL CIOCCOLATO

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Alfonso Arau
Durata
113'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Messico
Titolo Originale
COMO AGUA PARA CHOCOLATE
Distribuzione
Life International
Soggetto e Sceneggiatura
Laura Esquivel Dal romanzo di Laura Esquivel
Musiche
Leo Brower
Montaggio
Carlos Bolado, Francisco Chiu

Sogg.: Dal romanzo di Laura Esquivel - Scenegg.: Laura Esquivel - Fotogr.: (normale/a colori) Emmanuel Lubezki, Steve Bernstein - Mus.: Leo Brower - Montagg.: Carlos Bolado, Francisco Chiu - Dur.: 113' - Produz.: Arau Films International, Imcine, F.F.C.C.

Interpreti e ruoli

Marco Leonardi (Pedro Muzquiz), Lumi Cavazos (Tita De La Garza), Regina Torne (Mama Elena), Yareli Arizmendi (Rosaura), Claudette Maille (Gertrudis), Mario Ivan Martinez (John Brown), Ada Carrasco (Nacha), Farnesio De Bernal, Pilar Aranda, Joaquin Garrido, Rodolfo Arias, Sandra Arau

Soggetto

in un piccolo ranch della cittadina di Piedras Negras, sulla riva messicana del Rio Grande, vive l'autoritaria Elena de La Garza con le figlie Gertrudis, Rosaura e Tita. I tempi sono tempestosi: è il 1910, e il popolo messicano combatte contro il dittatore Josè Porgirio Diaz, raccogliendosi in bande pittoresche e disorganizzate ai comandi di Pancho Villa. Il clima di disordini e violenza inasprisce ulteriormente l'indole già inflessibile e dispotica di mamma Elena, sicchè, quando il giovane Pedro Muzquiz, di origine texana, chiede la mano di Tita, la più giovane delle figlie frutto di una relazione adulterina, la donna rifiuta decisamente, appellandosi alla tradizione messicana, che impone alla figlia minore di non prender marito, per assicurare assistenza alla madre. Pur di restar vicino a Tita, di cui è innamorato, Pedro si piega controvoglia al matrimonio con Rosaura. L'amore contrastato tra Tita e Pedro prosegue quindi furtivamente, all'insegna della trasgressione. Nell'impossibilità di esprimere apertamente i propri sentimenti all'innamorato, Tita utilizza un mezzo insolito per comunicare con l'amato: il cibo. Cresciuta praticamente in cucina, affidata alle cure affettuose di Nacha, la domestica, Tita è infatti esperta nell'arte culinaria e riesce a preparare piatti elaboratissimi dai poteri magici più svariati, che esaltano sempre più la passione amorosa di Pedro e inducono Gertrudis a fuggire con il capo di un gruppo di banditi. L'affetto di Tita per il bimbo di Pedro e Rosaura ingelosisce ulteriormente costei che decide di trasferirsi con il marito nel Texas dove abita un simpatico medico, John Brown. Dopo numerose peripezie durante le quali muoiono sia il bambino sia l'autoritaria Elena, la giovane Tita, che in un primo momento aveva accettato di sposare John, rinuncia al matrimonio. Rosaura, intanto, nonostante la nascita della figlia Esperanza, si fa sempre più acida: afflitta da inspiegabili e graveolenti difetti corporali cessa di vivere. Ormai liberi, Tita e Pedro si concedono un amplesso tanto entusiastico che questi muore. Tita, provocando l'incendio della capanna dove si trovava con Pedro, perisce anche lei.

Valutazione Pastorale

il film non può risultare che negativo, con quel disinvolto e ridanciano passare da un adulterio all'altro, dal tragico al grottesco, da un affresco d'epoca al paradossale, allo spregiudicato, all'emblematico, con assoluto disimpegno etico, riducendo tutto a ovvio, comune, generalizzato, consuetudinario, inevitabile. Alfonso Arau ride lui stesso di certe assurde tradizioni del suo popolo e dell'ingegnosità con cui ciascuno si adopera per raggirarle e trova altrettanto risibili i bellicosi intenti di Pancho Villa e dei suoi gruppuscoli scalcinati e pur grottescamente impettiti, con quel continuo "si, mio generale" a una donna che "gioca alla guerra" per favorire gli amori di Pedro e Tita. Il lavoro nel suo insieme è da considerarsi inaccettabile.

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