CON LE MIGLIORI INTENZIONI **

Valutazione
Discutibile, Complesso
Tematica
Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Bille August
Durata
183'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Svezia
Titolo Originale
DEN GODA VILJAN
Distribuzione
Columbia Tri Star Films Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Ingmar Bergman
Musiche
Stefan Nilsson
Montaggio
Janus Billeskov Jansen

Sogg. e Scenegg.: Ingmar Bergman - Fotogr.: (panoramica/a colori) Jorgen Persson - Mus.: Stefan Nilsson - Montagg.: Janus Billeskov Jansen - Dur.: 183' - Co-Produz.: Svenges Television, Svezia; ZDF, Repubblica Federale Tedesca; Channel Four, Gran Bretagna; Raidue, Italia; La Sept, Francia; DR, Danimarca; Yle 2, Finlandia

Interpreti e ruoli

Samuel Froier (Henrik Bergman), Pemilla Ostergren (Anna Akerblom), Ghita Norby (Karin Akerblom), Max Von Sydow (Johan Akerblom), Mona Malin (Alma Bergman), Borje Ahlstedt (Carl), Bjorn Kjellman (Ernst Akelblom), Lena Endre, Bjorn Granath, Gunilla Nyroos, Eva Grondahl, Mikael Segerstrom, Keve Hjelm

Soggetto

nel 1901 in Svezia, nella città di Uppsala, Henrik Bergman, uno spiantato studente di Teologia che convive nascostamente con la cameriera Frida Strandberg, s'innamora, ricambiato, di Anna Akerblom, la pervicace sorella del suo amico Ernst. Questo amore è osteggiato dalla signora Karin, la madre di Anna, la quale, a conoscenza della relazione di Henrik con Frida, costringe il giovane a partire scrivendo una lettera d'addio ad Anna. Henrik però pensa sempre a costei e vuole incontrarla: ma Anna lo respinge. Successivamente è Frida a convincerla che Henrik è innamorato di lei, ed è disposta a farsi da parte. Frattanto Anna ha contratto la tubercolosi e deve andare in sanatorio, in Svizzera. Guarita, scrive ad Henrik, ma la madre distrugge la sua lettera e porta la figlia in Italia per un lungo viaggio. Alla morte del marito Karin rivela alla figlia il particolare della lettera bruciata, ed essa decide di tornare all'istante e di sposare Henrik. Prima però vanno a visitare la futura parrocchia di lui, Forsboda, nel Nord, e passano a visitare Alma, madre di Henrik, apparentemente affettuosa ma in realtà atterrita dall'idea che un'estranea le porti via l'adorato figlio. All'arrivo a Forsboda scoppiano litigi sia per la futura disposizione delle stanze sia per il luogo del matrimonio: tuttavia la cerimonia avviene poi con grande fasto ad Uppsala. Rinunciando al viaggio di nozze i due sposini salgono sul treno e raggiungono la sperduta parrocchia. Qui vi sono molte tensioni sociali per la crisi produttiva, e gli operai della locale fonderia sono in fermento. Il direttore, Nordenson, tenta di tirar dalla sua parte il giovane pastore, che invece è dalla parte degli operai. Frattanto ai due giovani coniugi, che hanno accolto in casa Petrus, un ragazzino disadattato ma intelligente, avido divoratore di libri, nasce un figlio, Dag. Poi viene offerto ad Henrik l'incarico di cappellano all'ospedale di Stoccolma: gli sposi si recano a corte dove incontrano la regina Vittoria, ma rinunciano e restano a Forsboda, dove c'è uno scontro, nella Cappella, tra il pastore e Nordenson, che è ateo, e vuole sottrarre le due figlie alla preparazione alla comunione. Grazie all'ostilità di Nordenson, intorno alla coppia si fa il vuoto: Petrus, avendo udito Anna di non volerlo più ospitare, tenta di affogare nel fiume il piccolo Dag, e viene restituito ai genitori adottivi. Anna in lite con Henrik torna dalla madre ad Uppsala. Mentre qui lei festeggia un Natale in famiglia, il marito assiste al montare delle agitazioni operaie ed al suicidio di Nordenson. Deluso, Henrik va a trovare Anna, nuovamente incinta, ad Uppsala, dove le rivela di aver accettato l'incarico reale a Stoccolma, ed i due si riconciliano.

Valutazione Pastorale

questo film, scritto e sceneggiato da Ingmar Bergman, mostra i difficili rapporti che hanno caratterizzato il matrimonio dei genitori del noto regista svedese. Di chiara derivazione televisiva, il lavoro è un riuscito affresco sui primi anni del secolo in Svezia visti con gli occhi di una coppia di diversa estrazione sociale. La spensierata e capricciosa Anna deve fare i conti con la miseria, morale e materiale, del prossimo, ed il povero, cocciuto e collerico Henrik deve mediare tra la sua povertà ed il ceto della futura moglie, tra la fede nella sua missione di prete e le complessità psicologiche e pratiche, che sorgono nel dover mediare i doveri del pastore d'anime con quelli di marito e padre. Accattivante, per bellezza d'immagini e freschezza di recitazione nella prima parte, fino al matrimonio di Henrik, il film risente della evidente volontà di Bille August di seguire alla lettera i diktat del grande Ingmar, che qui, almeno come sceneggiatore, sembra come incapace di uscire dalla rivisitazione, tra l'ossessivo ed il narcisistico, dei luoghi e delle situazioni tipiche della sua precedente filmografia: e questo nuoce al regista ed agli interpreti, che a lungo andare risentono un po' dello sclerotizzarsi del copione, e dopo l'iniziale entusiasmo sembrano adeguarsi al clima un po' ripetitivo del tutto.

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