CONTENDERS:SERIE 7

Valutazione
Discutibile, Problematico, dibattiti
Tematica
Male, Mass-media, Politica-Società
Genere
Grottesco
Regia
Daniel Minahan
Durata
86'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Series 7:the contenders
Distribuzione
Lucky Red
Musiche
Girls against boys
Montaggio
Malcolm Jamieson

Orig.: Stati Uniti (2001) - Sogg. e scenegg.: Daniel Minahan - Fotogr.(Panoramica/a colori): Randy Drummond - Mus.: Girls against boys - Montagg.: Malcolm Jamieson - Dur.: 86' - Produz.: Jason Kliot, Joana Vicente, Christine Vachon, Katie Roumel - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Brooke Smith (Dawn Lagarto), MaryLouise Burke (Connie Trabucco), Glenn Fitzgerald (Jeff), Michael Kaycheck (Tony), Richard Venture (Franklin), Merritt Wever (Lindsay), Donna Hanover (Sheila), Angelina Phillips . (Doria)

Soggetto

A Newberry, cittadina del Connecticut, per la nuova edizione del gioco di successo, vengono estratti a sorte cinque concorrenti. Lindsay, Connie, Franklin, Jeff e Tony dovranno sfidare la campionessa uscente Dawn, che é incinta. La regola è quella di eliminarsi fisicamente, vince chi resta vivo. Tony cerca la fuga con la figlioletta ma viene ripreso. Connie riesce ad uccidere Tony in ospedale. Nelle convulse fasi successive, Franklin elimina Lindsay, quindi anche Connie spara e uccide Franklin. Sono rimasti ora in tre: Connie, Jeff e Dawn. D'accordo con la moglie, Jeff tenta il suicidio. Salvato in tempo, viene ricoverato in ospedale, e qui rivela alla moglie di essere gay. Connie intanto va in chiesa e prega. Ristabilitosi, Jeff uccide Connie. Restato solo contro Dawn, i due si vedono al campo di football. Lei gli dice: 'Fermiamoci qui. Ti amo'. Allora eliminano i cameramen e fuggono. Per niente disposta a rinunciare, la rete televisiva li sostituisce con attori somiglianti. Jeff e Dawn si scontrano. La moglie di lui elimina Dawn, Jeff si toglie la vita. La voce f.c. commenta: Jeff è il nuovo campione. Prossimamente in un'altra città, altri cinque concorrenti.

Valutazione Pastorale

Dice il regista Minahan: "Quando ho cominciato a scrivere 'Serie 7', circa sei anni fa, mi sembrava fantascienza. Avrei risposto senza esitazione che uno scenario del genere non sarebbe mai stato possibile. Adesso non ne sono più così sicuro...'Serie 7' é la mia vendetta contro quel tipo di televisione. E' un film-satira che porta alla sua versione più estrema la logica attuale dell'entertainment televisivo". Ancora un film dunque sulla televisione violenta, sulla violenza in televisione, sul violento che forse non è tale. Il rito del gioco viene ricondotto alle origini di momento sacrificale. Il copione di Minahan esplode nella grottesca super eccitazione del dilaniarsi tra 'vero' e 'falso'. Quando nel finale gli attori sostituiscono i protagonisti (a loro volta impersonati da attori), il groviglio dell'ambiguità ritorna al punto zero. Ci si ammazza perché qualcuno ci guarda, o perchè ci piace guardarci? Come in "Truman show", e più di quello, la satira funziona a livello simbolico, scava molto in profondità, nel senso della vita e nel tema della verità assoluta. Le vere vittime dovrebbero essere gli spettatori, ai quali però la visione della morte in diretta crea un "altro da sè", un distacco, una lontananza che diventa sicurezza: tocca agli altri, non a me. Satira ed eccessi, la TV come agenzia educativa che stordisce e schiaccia. La fuga nell'amore, l'attore come proiezione di quel 'doppio' che é in tutti e non vogliamo far emergere. Si tratta dunque di un'operazione di forte spessore e che chiede un coinvolgimento forte. Film certo da non mandare allo sbaraglio ma film di denuncia che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, senz'altro problematico e molto utile per dibattiti. UTILIZZAZIONE: come detto sopra, più che in una generalizzata e un po' rischiosa programmazione ordinaria, il film si presta per una utilizzazione mirata, per avviare riflessioni sul ruolo e la presenza della televisione e su come riesce a modificare i nostri comportamenti quotidiani. Attenzione per i minori in caso di passaggi televisisvi (il film è vietato ai minori di 14 anni).

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