Croce e delizia

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Matrimonio - coppia, Omosessualità
Genere
Commedia - Dramma
Regia
Simone Godano
Durata
100'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Giulia Steigerwalt
Fotografia
Daniele Ciprì
Montaggio
Davide Vizzini

Interpreti e ruoli

Alessandro Gassmann (Carlo), Jasmine Trinca (Penelope), Fabrizio Bentivoglio (Tony), Filippo Scicchitano (Sandro), Lunetta Savino (Ida), Anna Galiena (Giulietta), Rosa Diletta Rossi (Carolina), Clara Ponsot (Olivia), Giandomenico Cupaiolo (Gianlucone)

Soggetto

In modo del tutto casuale, i componenti della famiglia Castelvecchio, eccentrici, narcisisti, raffinati, si trovano a passare una vacanza nella loro villa al mare insieme alla famiglia Petagna, fatta di gente più umile, ruspante, legata alla tradizione…

Valutazione Pastorale

Come a suo tempo è successo per i tradimenti coniugali e per il divorzio (situazioni a lungo deprecate, occasione di scandali e di forti atteggiamenti drammatici), con questo film anche l’omosessualità maschile è ufficialmente sdoganata. Con, è ovvio, tutte le impervie conseguenze del caso. Il copione corre lungo il binario di un tipico ‘dramedy’, ovverosia commedia drammatica: soluzione che consente di affrontare lo spinoso tema centrale, senza rinunciare all’incontro tra leggerezza e snobismo, tra divertimento e umorismo, in un continuo interscambio di paradossi, equivoci, rivelazioni impensate. In mezzo dunque a vivaci scambi di battute, risatine (fintamente) imbarazzate e grasse risate liberatorie, c’è tempo per situazioni più serie con momenti di dolore, dispiacere, pianto sincero. I dialoghi in effetti sono ben scritti, sostenuti con efficacia ad un gruppo di attori/attrici che si sforzano di rendere credibili i personaggi che interpretano: da Gassman a Bentivoglio da Jasmine Trinca a Anna Galiena, e altri, tutti generosamente immolati sul versante i uno scenario dove si ride, si versano lacrime, si scherza, si fa pace. Tutto all’insegna di un finale, prevedibile e irrinunciabile “volemose bene”. E’ vero, il cinema racconta, come sempre, il proprio tempo e le persone che lo vivono. Così facendo predispone la società alle successive (in/e)voluzioni. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso/problematico, e adatto per dibattiti.

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