CROCEVIA DELLA MORTE

Valutazione
Inaccettabile, Crudo
Tematica
Male
Genere
Film Noir
Regia
Joel Coen
Durata
109'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MILLER'S CROSSING
Distribuzione
Fox
Soggetto e Sceneggiatura
Joel Coen, Ethan Coen
Musiche
Carter Burwell
Montaggio
Michael Miller

Sogg. e Scenegg.: Joel Coen, Ethan Coen - Fotogr.: (normale/a colori) Barry Sonnenfeld - Mus.: Carter Burwell - Montagg.: Michael Miller - Dur.: 109' - Produz.: Ethan Coen

Interpreti e ruoli

Gabriel Byrne (Tom Reagan), Marcia Gay Harden (Verna), John Turturro (Bernie Bernbaum), Jon Polito (Johnny Caspar), LE. Freeman (Eddie Dane), Albert Finney (Leo), Mike Starr (Frankie), Al Mancini, Richard Woods, Thomas Joner, Steve Buscemi

Soggetto

nel 1929, Johnny Caspar, boss napoletano d'una gang di italiani, che contende a Leo, boss degli irlandesi, il primato di una città americana, offre al rivale pace ed amicizia, se smetterà di proteggere il bookmaker ebreo Bernie Bembaum, che egli vuole morto. Ma Leo rifiuta, perché ama Verna, affEzionatissima sorella di Bernie, e inutilmente Tom Reagan, braccio destro del boss, gli consiglia di non inimicarsi Caspar, di lasciare Bernie e di non fidarsi della ragazza, che sta con lui solo per proteggere il fratello. Tom, pur essendo affezionato a Leo, ha una segreta e tormentata relazione amorosa con Verna. In seguito Caspar gli offre i soldi per pagare una grossa perdita alle corse (che lo mette in serio pericolo), purché gli consegni Bernie, e, poiché Reagan rifiuta, lo fa picchiare dai suoi. Dopo attacchi e sparatorie fra le bande rivali, mentre la polizia protegge ora l'una ora l'altra, Leo comunica a Toni che intende sposare Verna, e questi gli confessa allora la sua relazione con lei, perciò viene picchiato e scacciato dal boss, che lascia la ragazza. Questa propone allora al giovane di fuggire con lei e con suo fratello ma egli rifiuta. Ora è Caspar a dominare la città, e il sindaco ed il capo della polizia stanno ai suoi ordini; egli assume Tom, e, fattosi rivelare da lui il rifugio del bookmaker (non più protetto da Leo), lo fa prendere prigioniero dai suoi e manda Toni ad ucciderlo in un bosco. Ma Bernie riesce ad impietosire Reagan, che finge di averlo ammazzato, e lo fa fuggire, raccomandandogli di sparire. Adesso Caspar si fida di lui, che però viene visitato segretamente dal presunto morto, il quale, per punirlo di aver visto tutta la sua viltà pretende, inutilmente, che uccida Johnny. In seguito Reagan è costretto da Dan, braccio destro di Caspar, a recarsi nel bosco per mostrare il cadavere di Bernie, e casualmente viene trovato un corpo, che pare quello del giovane. Successivamente Caspar viene ammazzato da Bernie, e questi da Tom, che stavolta non si lascia commuovere. Alla presenza di un rabbino, e di Verna, Leo e Tom, Berme viene sepolto nel bosco, poi la donna se ne va, mentre Leo ringrazia Toni del piano messo in atto per aiutarlo e gli offre di tornare con lui, affermando di aver perdonato la sua storia con Verna, che ora sposerà, essendo stata lei stessa a chiederglielo. Ma Tom preferisce allontanarsi da lui per sempre.

Valutazione Pastorale

questo film del regista Joel Cohen, che ne ha scritto il soggetto insieme al fratello Ethan, si rifà chiaramente al "genere gangster" degli anni '30, del quale ripete personaggi e situazioni, senza però volerne fare una meticolosa ricostruzione. Il risultato è un lavoro apprezzabile, perché forte e coerente, ma duro e spietato, e a volte addirittura crudele sia nel mostrare le molte uccisioni, che le psicologie di alcuni personaggi perversi. Il filo conduttore del racconto, molto complicato anche dalla presenza di doppi giochi veri e falsi, è Tom, il quale, pur essendo un cinico gangster, ha ancora qualche slancio di sincerità, di onestà e, quando viene mandato ad uccidere Bernie, prova pietà. Ma il clima della vicenda è tetro e pesante: anche l'amore sembra fatto solo di amarezza. Le interpretazioni degli attori sono molte buone: Albert Finney (Leo), Gabriel Byrne (Tom), John Turturro (Bernie), Jon Polito (Caspar), sono tutti da lodare. Dal punto di vista pastorale, però, il film risulta inaccettabile, perché, in mezzo a tanta ferocia, e a tanta corruzione non offre alcuna speranza.

Le altre valutazioni

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