CRONACA DI UN AMORE VIOLATO

Valutazione
Inaccettabile, Malsano
Tematica
Male, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Giacomo Battiato
Durata
98'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
CRONACA DI UN AMORE VIOLATO
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Giacomo Battiato, Graziano Diana liberamente ispirato al romanzo "Diario di uno stupratore" di Anna Maria Pellegrino
Musiche
Mario De Benito
Montaggio
Claudio Di Mauro

Sogg.: liberamente ispirato al romanzo "Diario di uno stupratore" di Anna Maria Pellegrino - Scenegg.: Giacomo Battiato, Graziano Diana - Fotogr.(scope/a colori): Roberto Forza - Mus.: Mario De Benito - Montagg.: Claudio Di Mauro - Dur.: 98' - Produz.: Piccioli Film, Bellatrix Pictures, Roma; Blue Dahlia Production, Paris; Cartel Film, Madrid - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Roberto Zibetti (Luca Mariotti), Sophie Broustal (Valeria), Isabella Ferrari (Lorena), Marisa Paredes (la madre di Luca), Riccardo Rossi (Marcello), Goya Toledo (Sonia), Bruno Cesare Armando, Antonella Attili, Mia Benedetta Barracchia, Patrizia Falcone, Alberto Molinari, Stefania Rocca, Stefano Borghetti, Irene Ferri, Antonio Gavino Sanna.

Soggetto

Luca Mariotti, un ventenne di famiglia agiata, è in apparenza soltanto scontroso con la madre (di recente abbandonata dal marito) e scarsamente impegnato negli studi universitari. Unica apparente anomalìa la fissazione di riuscir sgradito alle ragazze: una fissazione che, chiuso al dialogo com'è, sia con la madre (che pure lo circonda di attenzioni e tentativi d'indurlo ad aprirsi con lei), sia con i coetanei, lo disturba ed arrovella incessantemente, con la complicità di una telecamera mobile, da cui si separa a stento per recarsi all'Università, e che usa con insistenza nevrotica giorno dopo giorno a guisa di diario per immagini. Con questo inseparabile strumento spia il quotidiano della gente attraverso le finestre dell'edificio che gli sta di fronte: in particolare lo incuriosisce una giovane occupata in uno studio dentistico, Valeria, della quale si ritiene innamorato. Una sera, all'uscita di lei dal lavoro, la vede alle prese con l'automobile che non riesce a far partire. Scende a precipizio e la aggredisce sulla via: la violenta con un brutale accanimento, lasciandola svenuta sul selciato, senza che costei neppur l'abbia visto in faccia. Rientrato nella sua stanza-osservatorio e vedendola esanime, ha un improvviso ripensamento: chiama al telefono un' ambulanza e scende; poi aiuta a soccorrere la giovane, configurandosi così come il suo salvatore. Quando all'ospedale Valeria si riprende, costei desidera conoscerlo e gli esprime riconoscenza. Nasce così fra i due una storia d'amore, che è tuttavia ben lungi dal risolvere le tendenze patologiche di Luca. Infatti, conosciuta Lorena una donna che lo affascina ed uscito in automobile con lei, dopo un approccio erotico da lei respinto, Luca approfitta di lei con violenza inaudita. Quando viene convocato dalla polizia come testimone per lo stupro di Valeria, se la cava con poche frasi: si è affacciato alla finestra e l'ha vista sul selciato, ma non c'era più nessuno. Poi intravede Lorena nel corridoio del commissariato e teme una denuncia: ma la donna non la fa. Ad una successiva uscita con l'ignara Valeria, ritenta uno dei suoi maldestri approcci: mentre la giovane fugge, interviene Lorena che con una pistola uccide Luca.

Valutazione Pastorale

il film non ha le motivazioni di una denuncia: le sequenze degli stupri perpetrati da Luca sono insistite ed agghiaccianti; il suo caso patologico non chiaramente trattato, anzi è talmente immerso in una situazione di normalità da essere difficilmente ritenuto anomalìa. Liberamente tratto dal romanzo di Anna Maria Pellegrino "Diario di uno stupratore", il film non riesce a far risalire al mancato supporto educativo di una famiglia allo sfascio e di una madre che non esita a consolarsi con un altro uomo, come ad una delle possibili cause delle devianze patologiche del giovane alla disperata ricerca d'amore. Il lavoro non è perciò denuncia, né deplorazione, ma racconto piuttosto dettagliato di episodi d'una crudezza estrema, che rischiano di esser considerati come scuola di delitto.

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