DA ZERO A DIECI

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Malattia, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Luciano Ligabue
Durata
99'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Luciano Ligabue
Montaggio
Angelo Nicolini

Orig.: Italia (2002) - Sogg. e scenegg.: Luciano Ligabue - Fotogr.(Panoramica/a colori): Gherardo Gossi - Mus.: Luciano Ligabue - Montagg.: Angelo Nicolini - Dur.: 99' - Produz.: Fandango in collaborazione con Medusa Film.

Interpreti e ruoli

Massimo Bellinzoni (Libero), Elisabetta Cavallotti (Caterina), Pierfrancesco Favino (Biccio), Barbara Lerici. (Carmen), Stefano Pesce (Giove), Fabrizia Sacchi (Lara), Stefania Rivi (Betta), Stefano Venturi . (Baygon)

Soggetto

Giove, Libero, Biccio e Baygon, sui trenta anni, stanno partendo per il weekend, da trascorrere a Rimini, luogo che conoscono e che ricordano per un'altro fine settimama passato lì nell'estate del 1980. Se é vero che Rimini ormai è cambiata, loro tuttavia riescono a ritrovare la vecchia pensione Ambra, e ad andare all'appuntamento con Lara, Caterina, Carmen e Betta, le ragazze di quella volta che hanno accettato la proposta di rivedersi tutti insieme. Mentre Giove sorride a Lara, Caterina subito trascina tutti sulla spiaggia. E qui i ragazzi decidono che è inutili lasciarsi andare ai racconti su quello che ciascuno di loro ha fatto, ed è ora. Basta accettare il gioco di dare un voto alla propria vita fino a quel momento: da zero a dieci. Chi dice otto meno, chi sette, chi tra sei e sette, chi si arriva fino a nove. Ma Libero chiude, dicendo che non è possibile darsi insufficienze, e comincia ad organizzare feste di non-compleanno per gli amici. A Giove regala una inattesa serata da rockstar; a Baygon, fissato con le donne, tre ragazze indimenticabili; a Biccio, che é omosessuale, una notte da Dragqueen. Ma scherzi e feste non possono nascondere quello che aleggia tra tutti, e che alla fine esplode. In quell'agosto del 1980, un altro amico doveva arrivare a Rimini, nessuno andò a prenderlo a Bologna, e lui finì tra le tante vittime del tragico attentato alla stazione, in quella mattina d'estate. Il dolore di quel giorno resta tra gli amici come una ferita forse non più rimarginabile.

Valutazione Pastorale

Dopo il successo di "Radiofreccia" (1998), il cantautore Luciano Ligabue torna dietro la macchina da presa, per dirigere una specie di 'seconda parte' delle proprie memorie. Nato a Correggio, Ligabue conosce bene pregi e difetti di una provincia sempre in bilico tra rischio di assuefazione e voglia di fare esperienze diverse. Se nel primo titolo si parlava degli annni Sessanta/Settanta e del mondo delle radio locali, qui il copione ci porta all'oggi ma come pretesto per parlare di ieri. Al regista interessano i bilanci, il cambiamento di usi e costumi, la scomparsa di tradizioni, la sostituzione di un mondo piccolo ma intenso con un altro che offre di più ma chiede in cambio prezzi più alti. La tragedia dell'agosto '80 alla stazione di Bologna segna un momento di non ritorno: sul piano politico e affettivo, su quello pubblico e su quello privato. Ligabue fotografa delusioni, speranze, rimpianti; e tutto affida ad una sorta di partitura da musicale, con balletti e canzoni che interrompono la narrazione. La formula in qualche momento è felice in altri meno. Lascia perplessi il tono di autocommiserazione che caratterizza il gruppo, i loro destini di dolore e di angoscia, la mancanza di qualche orizzonte un po' più ampio. Il piccolo affresco è dunque ben costruito ma risulta un po' troppo parziale. Dal punto di vista pastorale, considerato l'approccio spesso sbrigativo alle difficili situazioni di alcuni dei protagonisti, il film é da valutare come discutibile, e caratterizzato da alcune ambiguità. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza dei minori. Da proporre come occasione di verifica sul passato e sul futuro di una generazione di trentenni nell'Italia di oggi.

Le altre valutazioni

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