DEAR JOHN

Valutazione
Futile, superficialità
Tematica
Famiglia, Famiglia - genitori figli, Giovani, Guerra, Malattia
Genere
Drammatico
Regia
Lasse Hallstrom
Durata
110'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Stati Uniti
Distribuzione
Sony Pictures Releasing Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jamie Linden tratto dall'omonimo di Nicholas Sparks
Musiche
Deborah Lurie
Montaggio
Kristina Boden

Orig.: Stati Uniti (2010) - Sogg.: tratto dall'omonimo di Nicholas Sparks - Scenegg.: Jamie Linden - Fotogr.(Scope/a colori): Terry Stacey - Mus.: Deborah Lurie - Montagg.: Kristina Boden - Dur.: 110' - Produz.: Marty Bowen, Wyck Godfrey, Ryan Kavanaugh.

Interpreti e ruoli

Amanda Seyfried . (Savannah Lynn Curtis), Channing Tatum (John Tyree), Richard Jenkins (sig. Tyree), Scott Porter (Randy), Henry Thomas (Tim Wheddon), Cullen Moss (Dan Rooney), Leslea Fisher ( detto Rooster), Mary Rachel Dudley (Susan), Gavin McCulley (sig.ra Curtis), Keith Robinson (Starks)

Soggetto

Durante le vacanze si incontrano Savannah, studentessa, e John, soldato in licenza. Nasce un grande amore, messo però a dura prova dall'attaccamento di lui alla divisa (prolunga la ferma) e dalle incertezze di lei, che non riesce ad aspettarlo. Si scrivono lunghe lettere, fino a quella in cui la ragazza gli comunica di voler interrompere la relazione. Si rivedono dopo sette anni, quando il padre di lui è morto, ed é venuto a mancare anche un amico di lei, con un figlio autistico, al quale Savannah ha dedicato grande attenzione fin dalla nascita.

Valutazione Pastorale

Sembra che, nel gergo americano, l'espressione 'Dear John' corrisponda alla dichiarazione di fine di un rapporto d'amore. E questa é l'unica curiosità di un racconto per tutto il resto carico di melassa e di falso sentimentalismo oltre misura. Accumulando malati terminali, bambini e genitori ritardati, soldati in guerra, tramonti sul mare, pianti, lasagne la domenica e simili cascami, il copione diventa come l'altra pietanza citata, stavolta del sabato: un polpettone. Il pedale dell'accelleratore é pigiato sul contrasto amore/morte senza ritegno e senza respiro. Troppo, rispetto ai temi che emergono e che, presi nella loro realtà, sono non seri ma serissimi. Qui trionfa lo sdolcinamento, la corda tesa sull'uso del fazzoletto. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come futile e nell'insieme segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato, ben tenendo presente quanto detto sopra sul suo tono esteriore alla ricerca della facile commozione.

Le altre valutazioni

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