DOLCE EMMA, CARA BÖBE *

Valutazione
Discutibile, Realistico, Dibattiti
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Istvan Szabo
Durata
95'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Ungheria
Titolo Originale
EDES EMA, DRAGA BÖBE
Distribuzione
Academy Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Istvan Szabò Istvan Szabò, Andrea Vészits
Musiche
Gyorgy Kovacs
Montaggio
Eszter Kovàcs

Sogg.: Istvan Szabò, Andrea Vészits - Scenegg.: Istvan Szabò - Fotogr.: (normale/a colori) Latos Koltai - Mus.: Gyorgy Kovacs - Montagg.: Eszter Kovàcs - Dur.: 95' - Produz.: Objectiv Studios, Budapest

Interpreti e ruoli

Tomanna Ter Steege (Emma), Eva Kerekes (Böbe), Péter Andorai, Enikò Börcsok

Soggetto

Emma e Böbe insegnano russo in una scuola elementare di Budapest. Poiché dopo la caduta del Comunismo, la lingua russa non é più d'obbligo nelle scuole, le due amiche, per poter continuare ad insegnare, si vedono costrette a seguire corsi serali d'inglese, impartiti con metodo pappagallesco e meccanico, le lezioni vengono da loro puntualmente ripetute l'indomani, con l'identico sistema. Riluttanti e rassegnati gli insegnanti sottoposti a tale "addestramento" forzato, tumultuanti e svogliate le scolaresche che a loro volta lo subiscono. Lo stipendio insufficiente e le condizioni di lavoro rese esasperanti da un corpo docente disamorato litigioso e irresponsabile amareggiano le due amiche, pur decise a non tornare alla vita piatta e grigia della provincia. Così Emma, per sopravvivere, si presta a fare le pulizie domestiche in una famiglia facoltosa varie volte nella settimana, mentre Böbe, più estroversa e procline al divertimento, frequenta locali notturni e accetta equivoci inviti da stranieri, finendo nel giro di valuta estera, droga e prostituzione, senza che l'amica, presa da irresistibile passione per il preside della scuola se ne rende conto. Il preside é sposato con figli, ma respinge solo a parole le attenzioni assidue di Emma, che lo cerca continuamente con puerili pretesti per ottenere il contraccambio, mettendo a rischio la reputazione e forse l'incarico stesso; in realtà gli fa comodo sfruttarla senza scrupoli, pur senza divorziare. Quando Böbe viene arrestata per prostituzione e coinvolgimento nel traffico di droga, e la passione per il preside si rivela senza futuro, Emma tocca il fondo d'ogni sua possibilità di reagire: diventa taciturna, disimpegnata nell'insegnamento, aspra e irascibile con gli scolari più indisciplinati. Abbandona definitivamente il preside, che al corrente dell'arresto di Böbe, giunge a chiederle se é lei pure una prostituta. Ma ha ancora un gesto di amicizia per Böbe, che le si presenta nella camera dell'ostello per insegnanti che fino a ieri condividevano, per chiederle un asciugamani e un abito pulito per poter fare una doccia. In opposizione al rifiuto di una responsabile dell'ostello, Emma offre a Böbe quanto le é stato chiesto e si impone perché sia lasciata in pace a fare la sua doccia. Böbe si avvolge nell'abito dell'amica, col quale fa la doccia, gettandosi poi nel vuoto. Raggiunta l'amica morente sul selciato sottostante, Emma la colma di carezze e di disperata tenerezza, finendo in un grido: "non é questa la soluzione"! Delusa Emma, ridotta a strillone di un giornale, urla con tutte le sue forze ripetendo all'infinito, il suo richiamo disperato a una "nuova Ungheria".

Valutazione Pastorale

film amaro e realistico sul disorientamento generale della gente ungherese, dopo decenni di dittatura comunista. Le risse dei professori della scuola in cui insegnano Emma e Böbe ne sono l'immagine emblematica: si rinfacciano l'un l'altro i legami col passato regime, ma non trovano motivi validi per allinearsi alla giusta severità di Emma nel valutare il profitto degli alunni, pur indulgendo verso quelli che, o per limiti di intelligenza o per difficili condizioni di vita, presentano un rendimento insoddisfacente. Ciò che conta é non perdere il posto e il magro stipendio con cui vengono retribuiti. L'appiattimento imposto dal regime sembra aver agito anche sulle coscienze e la volontà: si va alla deriva ineluttabilmente, come nel ricorrente sogno-incubo che rende angosciose le notti di Emma. Non si trovano appigli per una vita regolare, che rifugga da facili avventure e soddisfazioni effimere, purché siano immediate. Böbe canzona la fede da "madonnina" di Emma, che ancora riesce in qualche modo a contenersi, la disincantata nei riguardi della sua infatuazione totale per il preside, che non merita tanto, e lei lo sa, avendo avuto con lui una fuggevole relazione. Inizialmente sconvolta dalla rivelazione dell'amica, la sprovveduta Emma non riesce a troncare. Neppure la religione le si rivela un sostegno. Mandata dall'anziana madre della sua datrice di lavoro, al momento ricoverata all'ospedale, a "pregare per lei la Madonna", Emma si scopre a pregare per ottenere l'amore del preside. E proprio da lui le viene il colpo finale più umiliante, quando le chiede se é una prostituta , mandando in frantumi le sue povere e pur tenaci illusioni d'amore, e svuotando di significato i suoi tentativi di non allinearsi al "lasciarsi andare" generale, e al generale degrado della sua gente. Non le resta che urlare la propria protesta verso quel mondo senza valori e senza ideali. Pur funzionali alla denuncia, le immagini possono apparire talvolta eccessive e il clima di troppa assoluta disperazione, ma il film costringe a riflettere e a interrogarsi saltuariamente.

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