DOMENICA

Valutazione
Accettabile, realistico**
Tematica
Adolescenza, Educazione, Politica-Società, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Wilma Labate
Durata
95'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Sandro Petraglia, Wilma Labate con la collaborazione di Bruno Roberti Sandro Petraglia liberamente tratto dal romanzo "Ronda del Guinardo" di Juan Marsé
Musiche
Paolino Della Porta
Montaggio
Enzo Meniconi, Daniel C.Hoffman

Orig.: Italia (2000) - Sogg.: Sandro Petraglia liberamente tratto dal romanzo "Ronda del Guinardo" di Juan Marsé - Scenegg.: Sandro Petraglia, Wilma Labate con la collaborazione di Bruno Roberti - Fotogr.(Scope/a colori): Alessandro Pesci - Mus.: Paolino Della Porta - Montagg.: Enzo Meniconi, Daniel C.Hoffman - Dur.: 95' - Produz.: Sidecar Films & TV e RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Claudio Amendola (Sciarra), Domenica Giuliano (Domenica), Rosalinda Celentano (suor Luciana), Annabella Sciorra (Betibù), Valerio Binasco (Porcaro), Peppe Servillo (Commissario), Jessica Maresca, Giuseppe Incoronato, Luana Sarno.

Soggetto

Gravemente ammalato ma ormai rassegnato a non fare altro per sè, Sciarra, ispettore di polizia a Napoli, riceve un incarico da espletare nell'arco di una giornata: si tratta di andare dalle suore a prelevare Domenica, una ragazzina appena adolescente, e accompagnarla all'obitorio, dove dovrà procedere al riconoscimento del cadavere dell'uomo che forse è stato il suo stupratore. All'istituto gli dicono che Domenica è uscita per sbrigare alcune commissioni, che non sono mai veramente chiare. Comunque Sciarra la ritrova, le chiede di seguirlo all'obitorio, ma la ragazzina all'inizio rifiuta. Dopo qualche litigio, accetta a patto che lui le permetta prima di finire alcune cose rimaste in sospeso. Sciarra acconsente,e così segue Domenica in certe zone nascoste e appartate della città: lei si ferma per partecipare ad una rappresentazione sacra, poi incontra in un capannone un giovane nordafricano con cui dice di volersi sposare. Sciarra, stanco e affaticato per la malattia, la perde, la ritrova, la sgrida, infine in macchina arrivano all'obitorio. Ma qui Domenica dice che l'uomo non é quello che ha approfittato di lei. Sciarra torna al commissariato ed ha toni duri verso i suoi superiori: ha capito che cercano di fare passare per suicidio la morte avvenuta invece nel corso dell'interrogatorio. Arriva sera. Al porto Sciarra sta per imbarcarsi sulla nave che lo porterà in Sicilia: a casa della sorella trascorrerà i suoi ultimi giorni. Domenica lo raggiunge per salutarlo, gli regala un paio di occhiali, gli strappa la promessa che lui tornerà per farle da testimome di nozze. Quindi Sciarra sale sulla nave che lo porta via.

Valutazione Pastorale

Nell'arco di una giornata, in una sorta di viaggio alla ricerca dell'umanità perduta, il film parte come una cronaca asciutta e cruda, quasi distaccata, per diventare un controcanto poetico e amaro: il ritratto di due solitudini che si incrociano e vorrebbero non lasciarsi ma sono costrette a farlo. Film di pregio su Napoli città delle contraddizioni stridenti, sulle ferite morali che rimangono nei bambini privi di famiglia, sulla voglia di recuperare affetti sinceri e duraturi. Domenica (il nome non é casuale: é il giorno del Signore) ha davanti a sè tutta la vita e deve dimenticare di essere cresciuta troppo in fretta; Sciarra sa di essere alla fine eppure quell'incontro lo fa palpitare: la solitudine può e deve essere superata. Accenti autentici, emozionanti e vibranti percorrono il racconto: le tappe che cadenzano il viaggio segnano altrettanti momenti di richiesta d'amore e di verità. Negli spazi e nelle luci della città la regista lancia una denuncia non ideologica, fa crescere un disagio 'a pelle', registra gli effetti di una religiosità popolare vissuta a fondo. Uno spaccato insomma di vita reale, che diventa anche poesia diffusa e sofferta malinconia. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come positivo, accettabile, e realistico: per segnalare che i temi trattati sono al fondo attuali e concreti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria. Da recuperare in molte occasione, per affrontare numerosi argomenti (infanzia abbandonata, scuola, famiglia, religiosità) o anche come ritratto forte di un'Italia a cavallo tra secondo e terzo millennio.

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