DRUGSTORE COWBOY

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Gus Van Sant, jr.
Durata
99'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
DRUGSTORE COWBOY
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Gus Van Sant jr., Daniel Yost tratto dal romanzo di James Fogle
Musiche
Elliot Goldenthal
Montaggio
Cortiss Clayton, Mary Bauer

Sogg.: tratto dal romanzo di James Fogle - Scenegg.: Gus Van Sant jr., Daniel Yost - Fotogr.: (normale/a colori) Robert Yedman - Mus.: Elliot Goldenthal - Montagg.: Cortiss Clayton, Mary Bauer - Dur.: 99' - Produz.: Nick Wechsler, Karen Murphy

Interpreti e ruoli

Matt Dillon (Bob Hughes), Kelly Lynch (Dianne), James Re-mar (Gentry), James Le Gros . Heather Graham (Rick), Williams Burroughs (Nadine), Bean Richards (Tom), Grace Zabriskie, Max Perlich, John Kelly

Soggetto

insieme alla moglie Dianne e ad un'altra coppia, Rick e Nadine, il tossicodipendente Bob Hughes ha escogitato un sistema di furti nelle farmacie e negli ospedali operando d'astuzia, con diversi stratagemmi. Gentry, un tenente della narcotici, tenta invano di incastrarlo. Lo costringe a cambiare casa, ma Bob con una lettera anonima e coinvolgendo un rissoso vicino fa sparare da quest'ultimo ad uno degli agenti che lo sorvegliano, provocando l'ira di Gentry che lo pesta e giura di fargliela pagare. Cambiata aria, ma non vita, il quartetto deve ora fare i conti, al ritorno da un poco fortunato colpo ad un ospedale, con la morte per overdose di Nadine. Con grande rischio, in quanto il Motel dove risiedono li sfratta per far posto nientemeno che ad un convegno di sceriffi, trasportano il cadavere in un bosco dove Bob lo seppellisce. Questi decide di smettere e si iscrive ad un programma di recupero, dal quale, nonostante la visita della moglie, che gli lascia subdolamente un pacchetto di medicinali "a rischio", sembra uscire rinnovato. È riuscito anche a trovare un modesto lavoro. Ma un amico drogato, cui ha fatto uno sgarbo per aiutare un ragazzo senza i soldi per la dose, gli piomba in casa con un complice convinto che egli nonostante tutto continui a nascondere "roba" in casa. Egli invece ha regalato il pacchetto lasciatogli da Dianne ad un vecchio amico, un anziano sacerdote che ha conosciuto in galera e ha nuovamente incontrato al corso di recupero. I due, irritati per non aver trovato nulla, lo pestano, gli sparano, e così finisce sull'ambulanza, rifiutando però di denunciare il feritore a Gentry che lo interroga prima che entri in ospedale.

Valutazione Pastorale

di film sulla tossicodipendenza ne abbiamo visti ormai "ad abundantiam". E questo non reca certo nuovi lumi sul modo di affrontare un problema che si va facendo di proporzioni bibliche, vista la sua diffusione ormai capillare, a tutti i livelli sociali. Inoltre, il che è ben più grave della scarsa forza di penetrazione psicologica del film, è la subdola celebrazione, durante tutto il primo tempo, delle abili messe in scena ed opere di destrezza varie del quartetto per procacciarsi la roba, nonché un sospetto compiacimento nel mostrare gli effetti psicologici e i rituali d'uso per assumere le malfamate sostanze. Si sa, la regola principale della pubblicità è "parlatene pure male, purché ne parliate", e qui ci sembra che di pubblicità, specie a certe specialità farmaceutiche, se ne faccia anche troppa. A ciò si aggiunga la presentazione di una figura, a dir poco ambigua, come quella del vecchio sacerdote che non riesce a disintossicarsi e poggia emblematicamente sulla Bibbia il flacone del medicinale che, a suo dire, ha guadagnato a Bob che gliene ha fatto omaggio "un'indulgenza in Paradiso", con pericolose divagazioni circa la connessione tra repressione della tossicodipendenza e rigurgiti "fascisti" internazionali.

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