DUE METRI DI ALLERGIA

Valutazione
Inconsistente, volgarità
Tematica
Il comico, Lavoro
Genere
Farsesco
Regia
Mel Smith
Durata
92'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
THE TALL GUY
Distribuzione
Titanus Distribuzione
Musiche
Peter Brewis
Montaggio
Dan Rae

Sogg. e scenegg.: Richard Curtis - Fotogr. (panoramica/a colori): Adrian Biadle - Mus.: Peter Brewis - Montagg.: Dan Rae - Dur.: 92' - Produz.: Working Titie.

Interpreti e ruoli

Jeff Goldblum (Dexter King), Emma Thompson (Kate), Rowan Atkinson (Ron Anderson (Carmen), Geraldine James (Charlie), Emil Wolk (Cheryl), Kim Thomson (Timothy), Harold Innocent (Mary), Anna Massey

Soggetto

Americano a Londra, il "lungo" Dexter King timido, pasticcione e sempre in ritardo alle prove fa da "spalla" ad un comico di grido (Ron), che lavora al Drury Lane. Allergico alle piume, Dexter, a cui un medico ha prescritto una serie di iniezioni, conosce in ambulatorio l'infermiera Kate e se ne innamora. Le cose sembrano mettersi benino, ma ecco che un'attrice rossa di capelli (Cheryl) compare all'orizzonte e si mette fra i due. Poi l'isterico Ron finisce con il licenziare il pasticcione. Dopo vari tentativi andati a vuoto, Dexter trova finalmente un lavoro: farà l'uomo/elefante in uno spettacolo musicale. Ha successo, fa assumere l'amico Charlie che l'aveva seguito sul lastrico, ma Kate, gelosa di Cheryl, lo lascia. A Dexter, finalmente tolto dall'oscurità, preme l'infermiera più che la maschera di plastica dell'elefante. Per cui pianta tutto, si precipita in ospedale, dove la ragazza, in un momento di emergenza, riesce sorridendo a dirgli di sì.

Valutazione Pastorale

Farsa di stanca andatura, malgrado la pretesa volontà di puntare su ritmi svelti e su un certo humor comico tipicamente inglese, anche alquanto noiosa, per non dire insulsa. Qua e là pallide gag, scarsissimo sapore. Del tutto sprecato un attore come Jeff Goldblum, nel ruolo di una "spalla" dalla vita oscura, qui destinato agli starnuti in serie per febbre da fieno e varie frustrazioni. Qualche musica ogni tanto non è male, al momento dei coretti intonati dal balletto in scena. È male invece l'inconsistenza, quando cerca i suoi punti di forza nel cattivo gusto e nella volgarità anche spinta.

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