E IO NON PAGO

Valutazione
Futile, superficialità
Tematica
Il comico, Lavoro, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Alessandro Capone
Durata
108'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Iervolino Entertainment
Soggetto e Sceneggiatura
Luca Biglione, Alessandro Capone, Marzio Rossi, Alessandro Tavanelli Jerry Calà
Musiche
Stefano Magnanensi
Montaggio
Carlo Fontana

Orig.: Italia (2012) - Sogg.: Jerry Calà - Scenegg.: Luca Biglione, Alessandro Capone, Marzio Rossi, Alessandro Tavanelli - Fotogr.(Scope/a colori): Dario Germani - Mus.: Stefano Magnanensi - Montagg.: Carlo Fontana - Dur.: 108' - Produz.: Andrea Iervolino per Red Carpet.

Interpreti e ruoli

Maurizio Mattioli (Remo Signorelli), Maurizio Casagrande (Riccardo Riva), Jerry Calà (Jerry), Enzo Salvi (Massimo Grilli), Valeria Marini (Sonia), Benito Urgu (Bruno Cadeddu), Adolfo Margiotta (il toscano), Cosetta Turco (Roberta), Ami Veevers Chorlton (Elga), Ninì Salerno (dott. Cecchini), Linda Batista (Elvira), Francesco Procopio (Guitti), Cecilia Capriotti (Deborah), Daniela Martani (Monica), Mariano D'Angelo (Pino), Sara Collodel (Tiziana), Grazia Capone . (receptionist)

Soggetto

In un grande albergo a Poltu Quartu, Sardegna, arrivano in forma anonima il maresciallo della Guardia di Finanza Remo Signorelli e il brigadiere Riccardo Riva. I due preparano un blitz contro l'evasione fiscale. L'operazione subisce un contraccolpo quando Remo si accorge che nel ruolo di gestore del locale c'è Fulvio, un vecchio amico di trenta anni prima, quando tra i due c'erano stati screzi per Tiziana detta Titti poi diventata moglie di Remo. Questi finchè può tiene il segreto all'oscuro, poi, mentre mette alle strette anche il commercialista Grilli, si rivela, denuncia Fulvio e fa chiudere il locale. Niente però è perduto. Poco dopo, Remo lascia la divisa e si rimette in gioco, aiutando Fulvio a tornare in attività nel locale.

Valutazione Pastorale

Tutto il negativo della situazione italiana riempie questo copione. E non ci sarebbe niente di strano: da sempre la commedia si nutre dei peggiori vizi nazionali per farne oggetto di satira, sarcasmo, infine divertimento. Qui forse si fa critica ma non si fa la denuncia sulla critica; si descrive ma non si va oltre il bozzettismo; si naviga a vista nell'incerto buonismo che oscilla tra pentimento, rabbia, delusione, risata sulle disgrazie. Perchè in fondo la vera vittoria è quella dell'arte di arrangiarsi. Un po' di qualunquismo? Forse, anche questo non nuovo. Ma, soprattutto, un cinema che dilaga a piene mani sulla macchietta, sull' incompiuto, sull'incapacità di essere sguardo sull'oggi. Approssimazione, e spreco di talenti comici in altre occasioni di grande dignità. Film di poco umorismo che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come futile, e segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare con molta parsimonia, ben tenendo conto di quanto detto sopra sulla sua modestia espressiva.

Le altre valutazioni

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