E LA CHIAMANO ESTATE

Valutazione
Non utilizzabile, Sconsigliato, negativo
Tematica
Sessualità
Genere
Drammatico
Regia
Paolo Franchi
Durata
89'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Francia, Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Officine UBU
Soggetto e Sceneggiatura
Paolo Franchi, Daniela Ceselli, Rinaldo Rocco e Heidrun Schleef Paolo Franchi
Musiche
Philippe Sarde
Montaggio
Alessio Doglione, Paolo Franchi

Orig.: Italia/Francia (2012) - Sogg.: Paolo Franchi - Scenegg.: Paolo Franchi, Daniela Ceselli, Rinaldo Rocco e Heidrun Schleef - Fotogr.(Scope/a colori): Cesare Accetta, Enzo Carpineta - Mus.: Philippe Sarde - Montagg.: Alessio Doglione, Paolo Franchi - Dur.: 89' - Produz.: Nicoletta Mantovani per Pavarotti International 23, con Sonia Raule - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Isabella Ferrari (Anna), Jean-Marc Barr (Dino), Luca Argentero (Alessandro), Filippo Nigro (scambista), Eva Riccobono (prostituta sfregiata), Anita Kravos (l'altra prostituta), Jean-Pierre Lorit (ing. Laudani), Christian Burruano (giovane amante di Anna), Maurizio Donadoni (Carlo), Romina Carrisi (Chiara)

Soggetto

Coppia di quarantenni, Dino e Anna si amano intensamente ma tra loro non c'è mai stato un rapporto fisico. Dino si è sempre sottratto a questo passaggio, come se in lui ci fosse una scissione netta tra eros e amore. Molto colpito in passato dalla morte per suicidio dell'unico fratello Gianni, e dal successivo abbandono della madre, Dino copre i vuoti lasciati dalla mancanza di intimità con Anna, lasciandosi andare a sessualità di gruppo, e a incontri con prostitute. Nello stesso tempo, va a ritrovare gli ex fidanzati della donna, si informa su come sia stato il loro periodo insieme, e li invita a riprendere intimità con lei. Da parte sua Anna vive un breve rapporto con un giovane che diventa suo amante, ma non risolve la sua sofferenza. Al culmine del dolore, Dino scrive alla donna una lettera struggente, che appare una sorta di congedo...

Valutazione Pastorale

"Senza amore il sesso rischia di diventare un atto meccanico": lo dice Paolo Franchi, e da quel punto parte per avventurarsi sui territori del secondo, del primo dimenticandosi con tranquillità. Il teorema della dialettica tra i due poli, costruito su grandi premesse esistenziali, si impantana quasi subito nell'inopportuno ripetersi di un copione compiaciuto e inerte, incapace di trasmettere la benchè minima emozione, lontano da accenni di comprensione e di scavo psicologico. Dentro una veste formale fin troppo rarefatta, il regista delinea un personale trattato di nevrosi, che si concretizza nel rifiuto della realtà e nella capacità di inserire i pèersonaggi in un percorso narrativo di qualche comprensione. Anzi il copione cede il passo alla ripetizione delle sequenze voyeuristiche e si fa asfittico, si perde nell'inerzia, naufraga nelle proprie elucubrazioni cerebrali dal fiato corto. Un gran pasticcio per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come sconsigliato, non utilizzabile e in genere negativo. UTILIZZAZIONE: è da evitare sia in programmazione ordinaria sia in altre occasioni. Molta attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista dell'uscita in dvd e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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