Effetto Domino

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Denaro, Famiglia, Lavoro, Morte, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Alessandro Rossetto
Durata
104'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Partrhénos
Soggetto e Sceneggiatura
Alessandro Rossetto, Caterina Serra
Fotografia
Daniel Mazza
Musiche
Alessandro Cellai
Montaggio
Jacopo Quadri
Produzione
Francesco Bonsembiante

Interpreti e ruoli

Diego Ribon (Franco Rampazzo), Mirko Artuso (Gianni Colombo), Nicoletta Maragno (Silvana Rampazzo), Maria Roveran (Luisa Rampazzo), Roberta Da Soller (Renata Rampazzo), Marco Paolini (Vockler), Oliver Rabourdin (Jean Darmac), Shi Yang (Wang Jian), Lucia Mascino (Alessandra Guarnieri)

Soggetto

Un imprenditore del Nord Est italiano decide di convertire i grandi alberghi abbandonati della sua cittadina termale in residence di lusso per facoltosi pensionati. Quando la banca ritira improvvisamente il sostegno finanziario, inizia un disastro che non risparmia nessuno…

Valutazione Pastorale

Il film, diretto da Alessandro Rossetto, è liberamente tratto dal romanzo di Romolo Bugaro “Effetto domino”. Due piccoli imprenditori, un impresario edile e il suo geometra, decidono di rilevare e abbattere alberghi ormai in disuso per costruire residenze di lusso per ricchi pensionati di ogni parte del mondo che potranno così godersi gli ultimi anni, piuttosto che finire in qualche clinica dove attendere la morte. Tutto sembra procedere bene fino a quando la banca decide di ritirare i finanziamenti scatenando così un effetto domino che trascina nella caduta costruttori, fornitori, camionisti, operai e casalinghe. E’ una storia di uomini attaccati - per non dire ossessionati - al lavoro, al denaro e al potere, che mettono a repentaglio le loro famiglie e la loro stessa vita, che arrivano quasi a “sfidare” Dio senza poter fare a meno di apprezzare, in qualche modo, l’abilità di chi riesce a “fregarli”. Il regista porta spesso in primo piano gli alberghi vuoti e poi le loro macerie, i cantieri e i laboratori dei fornitori; il paesaggio intorno è desolato e desolante, la luce è cruda; i dialoghi (in dialetto veneto) sono essenziali e tesi, dai toni quasi sempre aspri. Il finale, amarissimo, è chiuso ad ogni speranza: il prezzo pagato per quelle case e per il sogno di una vita che si vorrebbe protratta all’infinito è veramente troppo alto. Dal punto di vista pastorale il film è da considerarsi complesso, problematico ed adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in una programmazione ordinaria, rivolto ad un pubblico comunque consapevole, e in successive occasioni, per affrontare temi quali l’etica del lavoro e della finanza, la famiglia e la società.

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