EST. Dittatura last minute

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Avventura, Emigrazione, Famiglia, Giovani, Libertà, Metafore del nostro tempo, Pace, Politica-Società, Potere, Povertà, Solidarietà, Storia
Genere
Commedia, Drammatico, Storico
Regia
Antonio Pisu
Durata
104'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Ib.
Distribuzione
Genoma Film
Soggetto e Sceneggiatura
Dal romanzo biografico “Addio Ceausescu” di Andrea Riceputi e Maurizio Paganelli, la sceneggiatura è firmata da Antonio Pisu
Fotografia
Adrian Silisteanu
Musiche
Davide Caprelli
Montaggio
Paolo Marzoni
Produzione
Maurizio Paganelli, Andrea Riceputi, Paolo Rossi Pisu

Il film è visibile sulla piattaforma VatiVision

Interpreti e ruoli

Lodo Guenzi (Rice), Jacopo Costantini (Bibi), Matteo Gatta (Pago), Paolo Rossi Pisu (Girolamo), Liviu Cheloiu (Emil), Ana Ciontea (Costelia), Ada Condeescu (Simona), Ioana Flora (Andra), Ivano Marescotti (Voce narrante)

Soggetto

Cesena 1989, Rice, Pago e Bibi sono tre amici di vent’anni che decidono di fare una vacanza indimenticabile. Puntano all’Europa dell’Est. Arrivati a Budapest in Ungheria vengono avvicinati da un individuo sospetto che gli chiede di portare una valigia in Romania, a Bucarest. Inizia così un viaggio nelle pieghe della dittatura di Ceausescu ma anche alla scoperta di sé stessi…

Valutazione Pastorale

Passato alla 77a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, nella sezione autonoma Giornate degli autori, sbarca dal 5 febbraio su VatiVision la commedia drammatica “EST”, secondo film diretto dall’attore Antonio Pisu. Un coinvolgente racconto di formazione dalle striature goliardiche che si perde progressivamente nelle pieghe brucianti della realtà, nell’Europa dell’Est sul crinale del cambiamento a fine anni ’80. Prendendo le mosse da una storia vera, dal libro-diario di bordo “Addio Ceausescu” di Andrea Riceputi e Maurizio Paganelli, il film ci propone il viaggio on the road di tre ventenni nella stagione finale della dittatura di Nicolae Ceausescu in Romania. La storia: ottobre 1989, Rice (Lodo Guenzi, cantante della band “Lo Stato Sociale”), Pago (Matteo Gatta) e Bibi (Jacopo Costantini) hanno vent’anni, sono amici, e vogliono fare un viaggio indimenticabile, di quelli che rimangono custoditi nella memoria degli anni verdi. Cercano una destinazione che abbia il sapore dell’avventura. Lasciano così la loro Cesana per l’Europa dell’Est, facendo tappa prima in Ungheria e poi direttamente in Romania, a Bucarest. Lungo il viaggio, complice un incontro inaspettato, qualcosa cambia. Lo spirito di giocosa incoscienza lascia il posto a un bagno di realismo, al prendere atto delle sofferenze inflitte dalla dittatura. Il volto della Romania è dolente, stremato da un regime alle ultime battute. Tutto genera emozione e commozione, dal semplice sorriso di una bambina che scarta una tavoletta di cioccolato alla gioia di una donna che accarezza abiti nuovi. In una balera, poi, una cantante non più giovane guarda negli occhi i tre ventenni rivolgendo loro parole vibranti: “L’odore del caffè… Voi quanto paghereste per sentire l’odore di un ricordo? Per una speranza?”. Quello che sulle prime appare come un passaggio di gioventù teso a mordere la vita, in una cultura marcata dal disimpegno, si trasforma in un toccante cammino di crescita, l’ingresso deciso nell’età adulta con la scoperta dell’“altro”, del prossimo, del bisogno di ascolto e solidarietà. Alternando passaggi brillanti con note malinconico-drammatiche, tonalità esplorate anche grazie ai brani di Franco Battiato (tra cui “L’ombra della luce”) o di Al Bano e Romina (“Felicità”), il film di Antonio Pisu mette a tema gli anni verdi, come pure il valore della memoria condivisa, soprattutto in tempi in cui le coordinate della Storia sembrano sbiadire pericolosamente. Pisu, con umorismo garbato, ci (ri)conduce lungo il sentiero di una dittatura avvenuta su suolo europeo, mostrando da un lato frammenti di sofferenza diffusa dall’altro tutta la dignità di un popolo pronto a non rinunciare alla propria terra, alla propria identità, a un sogno di libertà. Dal punto di vista pastorale il film “EST” è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni di dibattito per rileggere la storia dell'Europa alla fine degli anni '80, con il crollo del Muro di Berlino. Il film mette a tema soprattutto il racconto di giovani ventenni e del loro percorso di formazione verso l'età adulta, abbracciando valori come solidarietà, inclusione e dialogo

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