ETHAN FROME *

Valutazione
Discutibile, Problematico, Dibattiti
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
John Madden
Durata
107'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
ETHAN FROME
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Richard Nelson
Musiche
Rachel Portman
Montaggio
Katherine Wenning

Sogg: liberamente tratto dal romanzo "Ethan Frome" di Edith Wharton Scenegg.: Richard Nelson - Fotogr.: (normale/a colori) Bobby Bukowski - Mus.: Rachel Portman - Montagg.: Katherine Wenning - Dur.: 107' - Produz.: Stan Wlodkowski

Interpreti e ruoli

Liam Neeson (Ethan Frome), Patricia Arquette (Mattie Silver), Joan Allen (Zeena Frome), Tate Donovan (Reverendo Smith), Katharine Houghton (Signora Hale)

Soggetto

diretto ad una stamberga-fattoria, in una gelida mattina invernale di fine ottocento, un individuo orribilmente sciancato arranca nella neve che ammanta uno sperduto villaggio del New England, coprendo a perdita d'occhio le alture che lo circondano. Questi vacilla ad ogni passo, ma prosegue, incurante dell'arrivo di un treno alla vicina rudimentale stazione di Starkfield nel Massachusset. Ne scende il Reverendo Smith nuovo pastore del villaggio, che intravvede lo sciancato rimanendone colpito. Ma viene subito riscosso da un tale venuto a prelevarlo, che ne carica i bagagli in un calesse, avviandosi con il Reverendo Smith alla parrocchia che gli è stata assegnata. Strada facendo, i due sorpassano lo sciancato, che si gira appena. Il Reverendo chiede al conducente di dare un passaggio al pover'uomo, ma quello prosegue deciso, bofonchiando qualcosa di incomprensibile. Il Pastore incontra di nuovo lo sconosciuto giorni dopo all'ufficio postale del paesino; e si presenta a lui cordialmente, ricevendo in risposta un brusco: " Frome", il proprio nome. Il Pastore cerca di saper qualcosa su Frome dalla gente, ma tutti rispondono evasivi e reticenti. Decide allora di scoprirlo da solo e si reca ad offrirgli un lavoro modestamente retribuito: questi accetta, sempre bruscamente e a monosillabi, di condurre il calesse del Pastore per le sue visite ai parrocchiani. Sorpresi da una violenta bufera di neve durante una di queste visite, Frome ed il Pastore sono costretti a trovar riparo nell'abitazione più vicina: è la stamberga-fattoria di Frome. Il Reverendo Smith intravvede fuggevolmente una figura di donna dietro i vetri di una finestrella, e appena entrato va verso la porta che da all'interno per salutare gli altri di casa, ma Frome glielo impedisce, senza dir nulla. Il mistero si infittisce: a spiegargli l'enigma è la proprietaria dell'alloggio in cui risiede. Ethen Frome è stato un giovane lavoratore agricolo, robusto e di bell'aspetto, dedito al lavoro ed all'anziana madre e pronto ad affrontare ogni genere di fatiche e sacrifici, pur di mettere insieme l'indispensabile per curarla ed assicurarle una vita meno disagiata possibile, in un periodo di dure ristrettezze economiche per l'intero villaggio. Alla morte della madre sposato Zeena, una cugina -aiuto domesticovenuta ad abitare con loro, è ben presto diventata intrattabile per le continue crisi di ipocondria. Bisognosa costei di un aiuto domestico, giunge Mattie Silver, giovane cugina dell'ammalata, per dare una mano nelle faccende quotidiane. E' graziosa e vivace quanto inesperta e fragile per quel tipo di lavoro, al quale pure si dedica di buon animo sotto l'occhio malevolo dell'incontentabile cugina. Ethan fa il possibile per sollevare la ragazza dai lavori più gravosi e procurarle qualche momento di allegria e finisce per innamorarsi di lei. La moglie lo intuisce e decide di rimandare a casa la giovane. Frome vuole accompagnarla alla stazione ed in attesa del treno le offre una corsa in slitta sulla neve lungo i pendii scoscesi prospicienti il paese. Per fatalità o intenzionalmente, avviene un grave incidente che non segna tuttavia la morte di Ethan e Mattie, ma la condanna ad una sopravvivenza miserabile nella stamberga-fattoria, vigilata da Zeena, la "malata immaginaria", agente d'espiazione per i due sopravvissuti.

Valutazione Pastorale

il film è la trasposizione in immagini di un romanzo di Edith Warton, una scrittrice americana, attenta ai drammi provocati dalle convenzioni sociali rigorose, dominanti anche in America, sul finire dell'ottocento. In "Ethan Frome" si dedica al dramma sommesso di povera gente che vive di stenti e di fatiche in villaggi sperduti nel Massachusset. Ma lo sfondo sociale è il medesimo, frutto di un moralismo convenzionale, sostanzialmente anti-umano ed anti-evangelico, che chiude l'animo dentro gli schemi di pregiudizi insormontabili, negandolo ad ogni comprensione ed umana pietà. È forse eccessivo cercar d'intravedere nel film la tesi "punitiva" di una concezione di Dio che rifiuta i peccatori, ed infierisce su di loro da giustiziere inclemente. Ma anche la denuncia del rigorismo intransigente che può attecchire in tipi di società chiuse e tradizionaliste, dopo un inizio abbastanza incisivo l'indifferenza del conducente del calesse per lo sciancato che arranca penosamente nella neve; le facce chiuse ed ostili dei parrocchiani durante il sermone di Smith sui doveri della carità cristiana appare fiacca e scarsamente coinvolgente. Il limite più evidente del film è da cercarsi nella mancanza di nerbo del regista, un esordiente senza dubbio dotato (alcuni passaggi drammatici del film ne fanno fede), ma forse non ancora in grado di padroneggiare una materia tanto complessa di passioni segrete, laceranti e sommesse insieme, acuite da un contesto sociale che spinge all'esasperazione. Così il film risulta un'occasione, tutto sommato, perduta, sia di generale suspence sull'identità del misterioso "rifiutato" da un intero paese, sia di coinvolgere lo spettatore in una tragedia che ha dell'ineluttabile.

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