FANTOZZI ALLA RISCOSSA

Valutazione
Inconsistente, volgarità
Tematica
Famiglia, Il comico, Lavoro, Libertà
Genere
Farsesco
Regia
Neri Parenti
Durata
94'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
FANTOZZI ALLA RISCOSSA
Distribuzione
Penta Distribuzione
Musiche
Bruno Zambrini
Montaggio
Sergio Montanari

Orig.: Italia (1990) - Sogg. e scenegg.: Leo Benvenuti, Piero de Bernardi, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Neri Parenti, Paolo Villaggio - Fotogr.(Normale/a colori): Sandro D'eva - Mus.: Bruno Zambrini - Montagg.: Sergio Montanari - Dur.: 94' - Produz.: C.G. Group Tiger Cinematografia, Maura International Film.

Interpreti e ruoli

Paolo Villaggio (Ugo Fantozzi), Milena Vukotic (Pina), Anna Mazzamauro (sig.na Silvani), Plinio Fernando (Mariangela/Ughina), Gigi Reder (rag. Filini), Silvia Annichiarico, Paul Muller, Piero Villaggio.

Soggetto

Ormai in pensione, il ragioniere Ugo Fantozzi viene additato ai giovani funzionari dal presidente della Ditta, che per tutta la vita lo ha vessato e sbeffeggiato, come il modello di chi non riuscirà mai a far carriera. Fantozzi ha sempre il conforto della tenera e paziente moglie Pina, ma ora vuol dare altre prove di sé. Comincia con la sua scimmiesca nipotina Ughina che utilizza come manager nella dura via dei provini cinematografici, ma gli va male. Continua approfittando della nomina a giudice popolare, ma in un processo contro mafiosi il suo atteggiamento coerente e intrepido non gli procura che guai e rischi (perfino una piovra nel letto). Cacciato in carcere, ne esce, ed uno psicanalista, che gli fa confessare angosce e umiliazioni, lo scoraggia dichiarandolo inguaribile. Fantozzi prende quindi lezioni da un giovane teppista e con insolita sfrontatezza riesce a farsi riassumere in Ditta, finendo però in carcere per un diluvio di firme sue, ma ciecamente apposte, su documenti e mandati. Mentre lui è in prigione, Pina scrive sul marito un libro di successo ma, sentendosi ora annegato nel ridicolo, Fantozzi chiede e ottiene il divorzio. Vorrebbe a questo punto sposare la sempre sospirata signorina Silvani, ma la villetta che ha fatto cercare dal geometra Filini (una ex Chiesa sconsacrata, un prefabbricato tirato sù in una quasi marrana alla periferia di Roma), crolla addosso a tutti e tre. Non gli resta che cercare la moglie ideale tramite agenzia e computer. E il computer gliela trova nella ex moglie Pina, che arriva al discreto appuntamento sull'Aventino con un garofano rosso in mano, giusto nel bel mezzo di una manifestazione di donne socialiste.

Valutazione Pastorale

Quello di Paolo Villaggio per Fantozzi ed il suo mondo è un amore tenace e questa ne è una ulteriore prova. Ma anche da pensionato, le disavventure e le umiliazioni sono all'ordine del giorno, né bastano le poche lezioni di un teppista ingaggiato all'uopo per trasformare un vessato in un eroe rampante, per cui la grinta è scarsa e il masochismo del ragioniere continua, con qualche nota patetica in più. In sostanza, il film non è che una farsa, una serie ripetitiva di scenette sconnesse anzi che no, alla cui partitura hanno lavorato sei sceneggiatori. Di Fantozzi si ritrovano e riascoltano i mille borbottìi consueti; le frasette ridotte in gargarismi; gli stupori e le furie, nonché le grottesche contorsioni, spesso ridotte a livello dell'avanspettacolo. Sono cascami di comicità, un gran ruminare di cose già viste, il che significa che il personaggio in sé è diventato la fastidiosa ombra di se stesso. Molte le melensaggini e le volgarità.

Le altre valutazioni

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