FIGHT CLUB

Valutazione
Inaccettabile, negativo
Tematica
Male, Movimenti e sette, Potere, Violenza
Genere
Metafora
Regia
David Fincher
Durata
135'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Fight Club
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Jim Uhls tratto dal romanzo omonimo di Chuck Palahniuk
Musiche
The dust brothers
Montaggio
James Haygood

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Chuck Palahniuk - Scenegg.: Jim Uhls - Fotogr.(Scope/a colori): Jeff Cronenweth - Mus.: The dust brothers - Montagg.: James Haygood - Dur.: 135' - Produz.: Art Linson, Cean Chaffin, Ross Grayson Bell. - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Brad Pitt (Tyler Durden), Edward Norton (il narratore), Helena Bonham Carter (Marla Singer), Meat Loaf Aday (Robert Paulsen), Jared Leto (Angel Face)

Soggetto

Un uomo di trent'anni da tempo è insofferente sul lavoro e la notte non riesce più a dormire. In cerca di qualche luogo dove scaricare la propria ansia, l'uomo si mette a frequentare quei corsi dove gruppi di malati gravi di vario tipi si riuniscono e confessano agli altri le rispettive situazioni. Mentre si lascia andare alla commozione e al pianto di fronte a quello che vede, l'uomo fa la conoscenza prima di Marla Singer poi di Tyler Durden. Lei é una ragazza a sua volta alla deriva, incapace di scelte o decisioni; lui é un tipo deciso e vigoroso con un'idea precisa in testa. Tyler fa saltare per aria l'appartamento dell'uomo, e i due vanno a vivere insieme in una casa fatiscente. L'uomo continua ad andare al lavoro, ma ben presto deve rinunciare. Deciso a coinvolgerlo nel suo progetto, Tyler lo fa entrare in un 'fight club', uno stanzone sotterraneo dove alcuni si riuniscono per picchiarsi e in questo modo sentirsi di nuovo vivi. Incapace di sganciarsi, l'uomo partecipa a questo gioco al massacro, che ha un ulteriore sviluppo: per Tyler infatti il passo successivo é quello di far cadere i palazzi, centri vitali dell'economia mondiale. Ad un certo punto l'uomo pensa di potersi opporre a questo disegno. Sembra riuscirci, quando con l'aiuto di Marla si oppone a Tyler. Fuori la città esplode.

Valutazione Pastorale

Si tratta sicuramente di un film destinato ad alimentare discussioni e dibattiti sul tema della violenza, che attraversa molta parte del cinema contemporaneo. Già alla mostra di Venezia '99, dove fu presentato, il film fu messo sotto accusa, perchè proponeva di fare riscorso ad una sorta di violenza 'utile', come soluzione ai mali di una umanità decadente e corrotta: battersi a viso aperto per evitare ipocrisie e menzogne, distruggere tutto per cominciare a ricostruire la società dal grado zero. C'è quindi, nella parte iniziale, una disamina, non nuova ma certo efficace, dell'uomo contemporaneo squilibrato e smarrito, dei falsi bisogni che animano il consumismo, dello sdoppiamento che nasce nell'individuo quando si crea l'illusione che i desideri possano realizzarsi. Più avanti, il film sembra scappare di mano al regista: da un lato il racconto visualizza l'acutezza di questo malessere in forme di violenza visiva cruda, ossessiva, compiaciuta; dall'altro, procedendo verso la fine, cerca di recuperare uno spiraglio di salvezza e di ottimismo, affidandosi alla soluzione del sogno, della dimensione antirealistica. Non convince, dunque, lo sviluppo altalenante e un po' stonato del racconto; e non convince tutto sommato il film che per oltre due ore mette in fila un campionario di atteggiamenti e situazioni deprecabili all'insegna dell'autolesionismo e di un folle masochismo, senza (é un paradosso) dare mai spazio a toni di dolore autentico, di sofferenza della carne o dell'anima. Forse i temi della cultura dell'uomo, del libero arbitrio, del senso da dare alla vita qua e là potrebbero spuntare, ma restano in secondo piano di fronte ad una violenza totalizzante e troppo spesso eccessiva, enfatizzata, gratuita. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come inaccettabile,perché risulta negativa la proposta della violenza come veicolo di soluzione dei problemi. UTILIZZAZIONE: da escludere dalla programmazione ordinaria, il film potrebbe essere recuperato in situazioni particolari e in ambiti motivati, per riflettere sul tema 'violenza': argomento importante, soprattutto all'interno della 'rappresentazione' cinematografica (la violenza al cinema, la violenza del cinema).

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