FINO ALLA FOLLIA

Valutazione
Inaccettabile, Malsano
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Diane Kurys
Durata
99'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
A LA FOLIE
Distribuzione
Cecchi Gori Group
Soggetto e Sceneggiatura
Diane Kurys, Antoine Lacomblez
Musiche
Michael Nyman
Montaggio
Catherine Renault, Luc Barnier

Sogg. e Scenegg.: Diane Kurys, Antoine Lacomblez - Fotogr.: (panoramica/a colori) Fabio Conversi - Mus.: Michael Nyman - Montagg.: Catherine Renault, Luc Barnier - Dur.: 99' - Produz.: Alexandre Arcady - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Anne Parillaud (Alice), Beatrice Dalle (Elsa), Patrick Aurignac (Franck), Bernard Verley (Sanders), Alain Chabat (Thomas), Robert Benitah, Marie Guillard, Jean-Claude De Goros

Soggetto

a Parigi, a distanza di due anni da quando è fuggita via dalla sorella Elsa che l'ossessionava con le sue attenzioni, la giovane Alice è già riuscita a costruirsi una sua vita: si è affermata nel mondo della pittura e, grazie a Sanders, il suo agente, alcuni suoi dipinti sono stati selezionati per una mostra a New York; si è legata passionalmente a Franck, un giovane pugile che si è trasferito lei consenziente con invadente disinvoltura nel mini-appartamento in cui vive; trascorre con lui momenti d'intensa passione e sembra felice. Ma a turbare quella precaria armonia ecco giungere la squinternata sorella, che ha abbandonato d'impulso i due figli e l'infedele marito Thomas. Vedendola smarrita e piangente, Alice è presa da compassione per Elsa e le offre ospitalità. Insediata nel ristretto alloggio della sorella, con vivo disagio di lei e del convivente, Elsa si dedica con assidua pertinacia a circuire la sorella, gelosa dell'aitante se pur imbelle Franck che ha frattanto lasciato il pugilato e passa le giornate a non far nulla, parassita dell'amante e pago delle sue "prestazioni" insaziabili. Poi rifiuta Thomas venuto a pregarla di tornare da lui e dai due bambini, e a chiederle di restituirgli il portafoglio e la carta di credito, che la donna gli scaglia addosso con rabbia. Nel parapiglia che ne segue Franck intasca la carta di credito caduta sul pavimento, utilizzandola l'indomani con le due donne. Franck non è indifferente ad Elsa, che lo adesca con spudorate profferte fino ad indurlo ad accettarle, dimentico dei tanti "per sempre" ripetuti ad Alice. Scoperti da costei, i due giungono a tenerla prigioniera, legata al termosifone, dopo una scenata con Elsa, che le ha distrutto quadri e studio. Dopo inutili preghiere all'amante perché la liberi, Alice sbatte disperata la testa contro il termosifone. Ferita e sanguinante, viene lasciata libera da Franck che si allontana. Anche Alice fugge e si reca a New York dove si rifà una vita e trova l'amore.

Valutazione Pastorale

pur ben recitato dai bravi interpreti, il film non può certo indurre un giudizio meno che drastico circa i messaggi che esso porta. La vicenda si apre e si chiude con l'introduzione sotto la porta di Alice del disegno di un cane morto, ricordo doloroso per lei e simbolo del passato che non riesce a dimenticare definitivamente. Incapace di ribellarsi alla subdola e metodica invasione fisica e soprattutto psicologica della sorella finisce per subire le conseguenze del diabolico plagio che quest'ultima attua ai suoi danni gelosa della sua possibile affermazione professionale e sentimentale. I particolari morbosi, l'atmosfera malsana e torbida di questo claustrofobico gioco al massacro tra due donne legate dal sangue e forse da un passato ancor più torbido di quello raccontato rendono il film inaccettabile.

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