Fiore Gemello

Valutazione
Complesso, Dibattiti, Problematico
Tematica
Amicizia, Emigrazione, Rapporto tra culture, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Laura Luchetti
Durata
95'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Fandango
Soggetto e Sceneggiatura
Laura Luchetti
Fotografia
Ferran Paredes Rubio
Musiche
Francesco Cerasi
Montaggio
Paola Freddi

Interpreti e ruoli

Anastasyia Bogach (Anna), Kalill Kone (Basim), Aniello Arena (Manfredi), Mauro Addis (Pietro), Fausto Verginelli (Stella), Alessandro Pani (Cliente), Giorgio Colangeli (Fioraio)

Soggetto

Basim, immigrato clandestino, arriva dalla Costa d’Avorio. Anna è in fuga dal padre Pietro, che lavora al servizio di Manfredi, capo trafficante di immigrati. Basim e Anna si incontrano sulle strade della Sardegna, lei non parla e il dialogo tra i due diventa difficile…

Valutazione Pastorale

Dopo aver lavorato molto a cortometraggi, video musicali, spot pubblicitari, Laura Luchetti ha esordio nel 2011 con Febbre da fieno, una commedia di taglio giovanilista che riusciva a trasmettere nuove, inedite forme di romanticismo generazionale. Otto anni dopo quell’esordio, Luchetti torna con un soggetto totalmente diverso quanto a taglio e sviluppo narrativo, e tuttavia non del tutto lontano per scelte e sensazioni esistenziali. Basim e Anna sono un lui e una lei, che si incontrano assolutamente per caso, la decisione di lei di non parlare sembra avere la meglio sulla voglia di lui di instaurare un dialogo unita però ad una certa timidezza. Lungo le strade assolate e spesso deserte della Sardegna va in scena un ‘on the road ‘ di aspra e risentita solitudine. Sembra in ogni momento che la solitudine debba avere la meglio tra i due, ma quando la necessità di essere di solidali si fa più forte, ecco che i due ragazzi si prendono per mano e vanno inconsapevoli verso il loro destino segnato dai rumori del vento e della natura. C’è una lontananza più forte che li tiene insieme separati e legati, quella della pietà, della comprensione, della soglia della innocenza. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come proposta di bella profondità e intensità per riflettere non solo sul tema dell’incontro tra culture ma su quello del pudore, della ritrosità, della vergogna che l’obbligo di chiedere e restare nascosti lascia nel profondo del cuore delle persone.

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