FORMULA PER UN DELITTO

Valutazione
Accettabile-riserve, problematico
Tematica
Donna, Giallo - Triller, Male
Genere
Giallo
Regia
Barbet Schroeder
Durata
120'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Murder by numbers
Distribuzione
Warner Bros
Musiche
Clint Mansell
Montaggio
Lee Percy

Orig.: Stati Uniti (2002) - Sogg. e scenegg.: Tony Gayton - Fotogr.(Panoramica/a colori): Luciano Tovoli - Mus.: Clint Mansell - Montagg.: Lee Percy - Dur.: 120' - Produz.: Richard Crystal, Susan Hoffman, Barbet Schroeder.

Interpreti e ruoli

Sandra Bullock (Cassie Mayweather), Ryan Goslin (Richard Haywood), Michael Pitt (Justine Pendleton), Ben Chaplin (Sam Kennedy), Chris Penn (Raymond)

Soggetto

In una cittadina americana una ragazza viene brutalmente uccisa. Cass, la poliziotta incaricata del caso, comincia ad lavorare con un collega più giovane, e, sul luogo del delitto, trova una traccia di vomito, che diventa un importante punto di partenza per le indagini. Recuperate anche alcune impronte di stivali, gli indizi conducono ad individuare i nomi di due studenti, Richard e Justine. L'interrogatorio di Richard non ottiene alcun effetto, ma in realtà le azioni precedenti hanno già detto che i colpevoli sono in effetti i due amici, uno esaltato nel proclamare le teorie del crimine come libertà, l'altro pronto a sfidarlo nella scommessa del delitto perfetto. Incalzandoli con le domande però, Cassie li mette di fronte alla loro colpevolezza, un delitto maturato come 'logica' conseguenza delle idee relative al crimine come momemnto di autodeterminazione. Cassie però vuole capire chi dei due sia stato l' esecutore. Si scontra con Richard in una casa a dirupo sulla scogliera, riesce a liberarsi di lui, e crede di aver ucciso il colpevole. Un ricordo improvviso però le fa cambiare idea. Ormai con poche speranze di salvezza, Julien confessa di essere l'esecutore materiale dell'omicidio. Cassie ora sa di aver risolto il caso, e di potersi dedicare con più attenzione ai propri problemi sentimentali e familiari.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un 'giallo' da assegnare a quella fascia del genere, in cui lo spettatore viene messo al corrente del colpevole, ma non l'investigatore. Il detective vive le difficoltà dell'indagine in parallelo, naturalmente, con una vita privata piena di difficoltà, e di incertezze, a cominciare dalla separazione dal marito. I due momenti sono ben amalgamati, e il copione cresce di tono, quando si pone l'obiettivo di disegnare un ritratto, preciso e pungente, di certe classi sociali 'alte' americane, denunciando e condannando il vuoto di valori che le ispira. I due studenti sono i prototipi del fascino del male, del confronto 'vincenti/perdenti, del plagio, e si muovono all'insegna di quella 'sicurezza di farla franca', che é il primo passo verso ideologie impossibili da applicare nella realtà. L'indagine 'gialla' diventa quindi occasione per tratteggiare il ritratto di certa gioventù e della attuale mancanza di ideali. Nel sovrapporsi dei due momenti della protagonista (quello professionale e quello privato), qualche passaggio induce ad esprimere riserve, ma il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, e nell'insieme problematico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria come spettacolo di buona tenuta, e da recuperare soprattutto per gli appassionati del thriller. Attenzione per i minori in caso di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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