FRATELLASTRI A 40 ANNI

Valutazione
Inconsistente, volgare
Tematica
Famiglia - genitori figli, Il comico
Genere
Farsesco
Regia
Adam McKay
Durata
95'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Step Brothers
Distribuzione
Sony Pictures Releasing Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Adam McKay, Will Ferrell, John C. Reilly Will Ferrell, Adam McKay
Musiche
Jon Brion
Montaggio
Brent White

Orig.: Stati Uniti (2008) - Sogg.: Will Ferrell, Adam McKay - Scenegg.: Adam McKay, Will Ferrell, John C. Reilly - Fotogr.(Scope/a colori): Oliver Wood - Mus.: Jon Brion - Montagg.: Brent White - Dur.: 95' - Produz.: Judd Apatow, Jimmy Miller, Joshua Church - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Will Ferrell (Brennan Huff), John C.Reilly (Dale Doback), Richard Jenkins (Robert Doback), Mary Steenburgen (Nancy Huff), Adam Scott (Derek Huff), Kathryn Hahn . (Alice Huff)

Soggetto

Ad un congresso, tra i maturi Robert (vedovo) e Nancy (separata) scatta il colpo di fulmine. Si innamorano, si sposano, vanno a vivere a casa di lui. Con loro ci sono i due figli, rispettivamente Dale e Brennan. Entrambi sono ormai in vista dei 40 anni, non hanno mai lavorato e si trovano a dover dividere la stanza da letto. Comincia allora una catena di guai che sembra senza fine. Qualunque tentativo di avviare i due ad una vita professionale, naufraga nel ridicolo. Meglio sembra funzionare nel settore dello spettacolo, perché Dale suona la batteria e Brennan ha una bella voce. Insieme ottengono qualche successo, i genitori sono contenti, ma per loro l'unica felicità è giocare ai pirati, leggere fumetti, litigare tra loro.

Valutazione Pastorale

Il problema dei ragazzi che crescono e non vogliono andarsene di casa ? Certo che esiste. L'argomento della difficoltà di maturare e di rinviare a lungo il confronto con la vita vera? Anche questo esiste. Questo prodotto, che da quei temi prende spunto, ha qualcosa a che fare con loro? No. Il racconto galleggia con l'acqua alla gola di una interminabile satira di bassissimo livello, fatta di turpiloquio gratuito, comicità scurrile, situazioni calate nella fanghiglia del disdicevole. La descrizione dell'infantilismo prolungato regge poco, oscurata da un linguaggio grottesco così esplicito e insistito da risultare didascalico, preordinato, artificioso. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come inconsistente, e nell'insieme volgare. UTILIZZAZIONE: anche se possibile, é da sconsigliare, sia in programmazione ordinaria che in altre occasioni (c'è il divieto ai 14). Molta attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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