FRATELLI

Valutazione
Inaccettabile, Ambiguo
Tematica
Famiglia, Famiglia - genitori figli, Mafia, Male, Metafore del nostro tempo, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Abel Ferrara
Durata
98'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE FUNERAL
Distribuzione
Life International
Soggetto e Sceneggiatura
Nicholas St. John
Musiche
Joe Dalia
Montaggio
Mayin Lo, Bill Pankow

Sogg. e Scenegg.: Nicholas St. John - Fotogr.: (panoramica/ a colori) Ken Kelsch - Mus.: Joe Dalia -Montagg.: Mayin Lo, Bill Pankow - Dur.: 98' - Produz.: Mary Kane

Interpreti e ruoli

Christopher Walken (Ray Tempio), Chris Penn (Chez Tempio), Vincent Gallo (Johnny Tempio), John Ventimiglia (Sali), Annabella Sciorra (Jeannette), Isabella Rossellini (Clara), Benicio Del Toro (Gaspare Spoglia), Robert Miano (Enrico Borghese), David Patrick Kelly, Gretchen Mol, Paul Hipp, Amber Smith.

Soggetto

A New York nel 1950 il ventiduenne Johnny Tempio, ucciso all'uscita da una sala cinematografica, viene esposto in casa, secondo la tra-dizione, per la visita di amici e parenti. La "famiglia" Tempio è abituata alla violenza, ma la morte del giovane Johnny è per tutti una vera tragedia. Intor-no alla bara ci sono i suoi fratelli Ray e Chez, un amico di famiglia, Sali, e le loro donne, Jeannette e Clara. Tra le corone di fiori ne arriva una da parte della famiglia Spoglia, il clan nemico: Ray reagisce, getta via la corona e ordina a tutti di uscire dalla stanza. Poi la "famiglia" si ritrova unita a cena: arriva anche il prete che conforta i presenti, li invita a pregare e a cambiare vita. Frattanto Ray ripensa a quando lui, tredicenne, dovette uccidere un nemico della "famiglia", per ordine di suo padre, e si chiede se l'uccisione di Johnny non sia l'inizio di una nuova lotta tra i clan. La moglie Jeannette lo prega di seppellire la salma di Johnny e di non cercare vendetta, temendo per i loro bambini. Ray non sembra convinto e ritorna con la sua mente ad episo-di del passato: le scappatelle di Johnny; le discussioni di Johnny sindacalista e la sua reazione alla proposta di Gaspare Spoglia e di Enrico Borghese, un capitalista, di far cessare gli scioperi in cambio di mille dollari al mese; poi la scoperta che era l'amante della moglie di Gaspare. Ray si convince che uno della "famiglia" di Gaspare abbia ucciso Johnny. Dopo aver fatto cattu-rare Spoglia va al bar dove trova il "nemico" legato ad una sedia: lo interro-ga, ma l'altro si dichiara innocente. Ray ha dubbi e ripensamenti; poi si con-vince che l'avversario non dimenticherà mai l'affronto: ordina di riportarlo a casa sua, poi cambia decisione. Frattanto è stato trovato chi ha ucciso Johnny. L'assassino tenta di giustificarsi: Johnny aveva offeso la sua fidan-zata; poi cambia versione affermando che è stata una reazione incontrollata dopo una lite. Ma Ray lo uccide. La serie di violenze si conclude in tragedia: Chez, in un momento di follia uccide tutti i membri della "famiglia" e poi si suicida.

Valutazione Pastorale

Il film, realizzato con rigore narrativo ed interpreta-to da professionisti eccellenti, è un affresco tragico di una "famiglia" di mafiosi nella quale agli uomini, tre fratelli, cresciuti ed educati in un clima di odio e di vendette, spietati nella difesa del proprio "onore", fa da tenue con-trappunto il gruppo delle mogli, persone animate da altri sentimenti, ma inca-paci ad opporsi alla volontà dei loro mariti. Nella notte che segue l'uccisione di uno dei fratelli un unico sentimento prevale nel cuore di uno dei due fra-telli: la vendetta. Nell'evocare con gelido distacco il tumultuoso accavallarsi dei sentimenti, la rabbia di dolorosi e infami ricordi del passato e la spietata catena di decisioni che scandiscono la tragedia, il regista pone allo spettatore una serie di inquietanti problemi esistenziali che coinvolgono la persona umana ed appellano alle responsabilità, alla libertà, alla trascendenza, al rispetto della vita. Su questi problemi il regista, esprimendosi attraverso i personaggi del suo film, offre risposte quantomeno ambigue: il male è solo follia? L'uomo che fa il male è veramente libero? Chi è il vero responsabile del male? Ambigua anche la realistica descrizione delle crudeli e spietate scene di violenza e la sottolineata, talora riconosciuta, ineluttabilità del male.

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