GIOCHI DI POTERE **

Valutazione
Accettabile-riserve, Crudezze
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Phillip Noyce
Durata
113'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
PATRIOT GAMES
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
W. Peter Iliff, Donald Stewart tratto dal romanzo di Tom Clancy
Musiche
James Horner
Montaggio
Neil Travis

Sogg.: tratto dal romanzo di Tom Clancy - Scenegg.: W. Peter Iliff, Donald Stewart - Fotogr.: (scope/a colori) Donald M. Mc Alpine - Mus.: James Horner - Montagg.: Neil Travis - Dur.: 113' - Produz.: Mace Neufeld Robert G. Rehme

Interpreti e ruoli

Harrison Ford (Jack Ryan), Anne Archer (Cathy Ryan), Patrick Bergin (Kevin O'Donnell), Sean Bean (Sean Miller), Thora Birch (Sally Ryan), James Fox (Lord Holmes), James Earl Jones (Ammiraglio James Greer), Richard Harris (Paddy O'Neil), Polly Walker, Samuel L.Jackson

Soggetto

Jack Ryan, ex analista della CIA, si reca per una conferenza a Londra con la moglie, Cathy, chirurgo, e la figlioletta Sally. Davanti a Buckingam Palace sventa un attentato contro Lord Holmes, e nello scontro, pur rimanendo ferito, consente l'arresto di Sean Miller, affiliato al braccio più estremista dell'IRA, e ne uccide il fratello. Miller, evaso con l'aiuto del suo capo, Kevin O'Donnell e della terrorista Annette, ottiene di potersi recare negli Stati Uniti per vendicarsi. E mentre Ryan scampa ad un killer con l'aiuto della polizia, Miller provoca un incidente stradale a Cathy e Sally. Quest'ultima, pur con l'asportazione della milza, sopravvive. Rientrato nel suo vecchio ruolo alla CIA, Ryan scopre che l'IRA. rappresentata negli Stati Uniti da Paddy O'Neil, è in effetti scavalcata da questa pericolosa frangia, e identificato, grazie anche all'auto di quest'ultimo, dov'è il campo di addestramento in Libia del commando. assiste alla distruzione dello stesso via satellite. Ma Miller, O'Donnel ed Annette sono già partiti per la villa di Ryan nel Maryland, dove Lord Holmes si reca per consegnargli l'onorificenza conferitagli per il suo gesto eroico. Qui, dopo un conflitto a fuoco i terroristi vengono eliminati.

Valutazione Pastorale

il film si evidenzia per l'incisività e l'asciuttezza delle interpretazioni, per la sceneggiatura accuratissima, per la spettacolarità ed il dinamismo di certe azioni (ad esempio, le sequenze dell'attentato e della distruzione notturna del campo terroristico seguita via satellite sui monitor della CIA). A ciò si aggiunge la regia dell'australiano Noyce, che pur giovane si muove con la sicurezza ed il piglio di un veterano del genere. Sul piano pastorale, il film propone valori, come quello familiare, innanzitutto, che vanno difesi a qualsiasi costo, ma anche una riuscita presentazione di come due brillanti professionisti riescano a coniugare le esigenze del lavoro con quelle del rapporto interpersonale, sempre improntato a grande confidenza e reciproco rispetto, e dell'affetto caldo ma non oppressivo nei confronti dell'unica figlia. Anche il clima di paura e la tragedia sfiorata con la piccola in fin di vita non intacca il rapporto tra i due, e ciò costituisce certo una nota assai positiva. Nella sequenza finale, l'arrivo di una nuova vita suggella questo atteggiamento di fondo, che si fa sempre più strada nella società americana, avvelenata da divorzismo acuto per decenni, verso l'ambiente familiare come primaria fonte di serenità e gioia nella nostra civiltà malata di egoismo e di violenza. È anche da sottolineare il rilievo dato dal film a quell'impulso, oggi sempre più frenato dal timore, dall'egoismo e dallo stress, ad intervenire qualora si assista ad un sopruso. Troppo spesso la cronaca parla di gruppi di persone che rimangono indifferenti davanti ad una violenza subita per le strade in metropolitana da esseri deboli ed indifesi. La dichiarazione di Ryan sul perché abbia compiuto il suo gesto è emblematica al riguardo: non ha pensato razionalmente, si è lanciato perché ha sentito dentro di sé una grande "rabbia" contro la violenza che si stava consumando sotto i suoi occhi. Ed infine lo stesso terrorismo non è visto semplicisticamente come un fronte compatto, livido di cieco odio e furia incontrollata, ma si distingue tra chi cerca una soluzione politica ai problemi e chi invece usa violenza per crearsi una nicchia di potere, incurante dei veri motivi storici e sociali che portano certe situazioni politiche, come quella dell'Ulster, a divenire esplosive. Un film in sostanza positivo, anche se il realismo e la crudezza di alcune scene consigliano riserve.

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