GIOVANI RIBELLI – KILL YOUR DARLINGS

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Letteratura, Libertà, Omosessualità, Storia
Genere
Drammatico
Regia
John Krokidas
Durata
103'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Kill Your Darlings
Distribuzione
Notorius Pictures
Musiche
Nico Muhly
Montaggio
Brian A. Kates

Orig.: Stati Uniti (2013) - Sogg. e scenegg.: John Krokidas, Austin Bunn - Fotogr.(Scope/a colori): Reed Morano - Mus.: Nico Muhly - Montagg.: Brian A. Kates - Dur.: 103' - Produz.: Michael Benaroya, Christine Vachon, Rose Ganguzza, John Krokidas - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Daniel Radcliffe (Allen Ginsberg), Dane DeHann (Lucien Carr), Michael C.Hall . (David Kammerer), Ben Foster (William Burroughs), Jack Huston (Jack Kerouac), David Cross (Louis Ginsberg), Elizabeth Olsen (Edie Parker), Jennifer Jason Leigh (Naomi Ginsberg), Kyra Sedgwick (Marian Carr), David Rasche (dean), John Cullum (professor Steevens), Erin Darke . (Gwendolyn)

Soggetto

Alla Columbia University nel 1944 lo stuente Allen Ginsberg conosce Lucien Carr, un compagno di corsi che gli presenta William Burroughs e Jack Kerouac. Tutti restano convolti in un vortice tra il mondano e l'intellettuale, che li spinge a a fare qualcosa per superare il torpore imperante. Scrivono storie, peosie, immaginano scenari che di lì a poco andranno a definirsi come Beat Generation. Con loro c'è anche David Kammerer, poco più grande e fortemente attratto da Carr. Il quale, in un impeto disperato, lo uccide. E niente sarà più come prima...

Valutazione Pastorale

A guardarli, i dilemmi sembrano sempre gli stessi e i fatti ben poco nuovi. Qui va detto che c'è uno sfondo di grande intensità drammatica, la guerra mondiale, che apre scenari di dolore autentico, di paure e di fratture in un'ottica senza confine che mette i brividi. C'è una generazione che vive nella debolezza e deve costruirsi il coraggio per andare avanti. Letteratura, poesia, pulsioni affettive mescolate con quelle esistenziali, il perbenismo in agguato, ruvide sensazioni che squarciano il silenzio. Nel dsecrivere questa generazione perduta, l'esordiente Krokidas fa scelte di ambienti, di colori, di luci che piegano verso i semitoni, usa immagini di plastico crepuscolarismo, cede ad un decadentismo non mascherato. Trasmette emozioni, turbamento, forse qualche perversione, frutto di quell'ansia indefinibile che spesso toglie il respiro. La Beat generation ha lasciato un'eredità non sempre condivisibile, ma il copione individua quei momenti di cambiamento con precisione anche se con alcuni eccessi sotto il profilo visivo. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, meglio, in occasioni mirate, dove sia possibile avviare riflessioni sugli eventi raccontati, sugli artisti citati, sulla presenza di alcuni momenti alquanto espliciti. Molta attenzione (c'è il divieto ai 14 anni) è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisvi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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