GLI AMANTI DEL PONT-NEUF **

Valutazione
Complesso, Discutibile, dibattiti
Tematica
Giovani, Metafore del nostro tempo
Genere
Drammatico
Regia
Leos Carax
Durata
125'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
LES AMANTS DU PONT-NEUF
Distribuzione
Academy Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Leos Carax, Vernice Clier Leos Carax
Musiche
autori classici vari
Montaggio
Nelly Quettier

Sogg.: Leos Carax - Scenegg.: Leos Carax, Vernice Clier - Fotogr.(panoramica/a colori): Jean Yves Escoffier - Mus.: autori classici vari - Montagg.: Nelly Quettier - Dur.: 125' - Produz.: Films Christian Fechner, Films A.2

Interpreti e ruoli

Juliette Binoche (Michèle), (Alex), Denis Lavant (Hans), Klaus Michael Gruber .

Soggetto

Il ventottenne Alex, un saltimbanco mangiatore di fuoco, vagabondo ed ubriacone, che riesce a dormire solo grazie ai sonniferi che gli dà il più anziano barbone Hans, incontra la venticinquenne Michèle, una pittrice figlia di un colonnello che, affetta da una rara malattia degli occhi che a poco a poco le offusca la vista, è andata via di casa. Michèle si affeziona ad Alex per la sua vitalità quasi animalesca e per il suo disperato bisogno di affetto. Essi vivono sul Pont Neuf, un ponte sulla Senna chiuso per lavori, e nonostante l'ostilità di Hans, tra i due nasce una sorta di amore disperato, tenero ed esaltante. I due rapinano ignari avventori di bar con la tecnica del sonnifero nella bevanda; dormono nei parchi, si ubriacano e folleggiano mentre intorno Parigi festeggia il Bicentenario della Rivoluzione. Una notte Hans fa entrare con le sue chiavi Michèle in un museo per farle vedere a lume di candela un quadro che lei ama particolarmente ma che la luce violenta del giorno le impedisce di osservare: qui i due hanno un rapporto. Alex, disperato per l'assenza dell'amata, si procura ferite sul ventre e, al suo ritorno, litiga furiosamente con lei mentre Hans si getta nel fiume, incapace di sopportare il ricordo della moglie che la presenza di Michèle ha rievocato. Intanto escono dei manifesti con la foto della giovane che la avvisano circa la scoperta di una nuova tecnica operatoria per la sua malattia: Alex, timoroso di perderla, strappa più manifesti che può, e giunge a incendiare un intero corridoio della metropolitana. Scoperto un attacchino col furgone pieno di manifesti lo segue e appicca il fuoco al mezzo, ed involontariamente anche al conducente accorso per domare le fiamme. La sera stessa Michèle sente alla radio un annuncio che ripete l'avviso che la riguarda: addormenta Alex col sonnifero e scompare. Alex, disperato, si spara alla mano; poi viene arrestato e condannato per omicidio colposo a tre anni di carcere. Dopo quasi due anni lei va a trovarlo: si è operata. I due decidono di rivedersi a Natale, quando lui uscirà. Si incontrano sul Pont-Neuf finalmente ristrutturato: bevono e ricordano i tempi andati. Ma ad un certo punto Michèle deve andare: in realtà si è messa col chirurgo che l'ha operata. Esasperato, Alex la trascina nel fiume ma l'istinto di sopravvivenza ha la meglio: raccolti da una chiatta, i due decidono di andare a Le Havre incontro ad un nuovo destino.

Valutazione Pastorale

Immaginifico ed ambizioso, cui non difetta certo inventiva e gusto pittorico delle immagini, il film è incentrato sia sul mondo personale dei protagonisti con Alex (che svela soltanto la sua odierna angoscia e solitudine, e del cui passato non si conosce nulla fino alla fine), e Michèle, di cui a poco a poco affiora, col suo progressivo affezionarsi ad Alex (ed anche grazie alla curiosità gelosa e vorace di questi), il passato sia su quello ambientale, con una Parigi che raramente ha partecipato con tanta struggente presenza e bellezza d'immagini ad una pellicola. Completa il terzetto Hans, il vecchio barbone scorbutico ed insieme umano che l'incontro con Michèle scuote nelle fondamenta tanto da spingerlo a togliersi la vita. Tre esistenze sospese su un ponte chiuso al mondo esterno, tre drammi che si consumano tra ardori e menzogne, tra degrado fisico e disperazione dell'anima, tra la breve fiammata di un gesto di tenerezza e la tenaglia crudele di un ricordo insopportabile.

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