GO GO TALES – Storia da Night Club

Valutazione
Inconsistente, scabroso
Tematica
Avidità, Denaro, Donna, Sessualità
Genere
Drammatico
Regia
Abel Ferrara
Durata
100'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Italia, Stati Uniti
Titolo Originale
Go Go Tales
Distribuzione
Mediafilm
Musiche
Francis Kuipers
Montaggio
Fabio Nunziata

Orig.: Stati Uniti/Italia (2007) - Sogg. e scenegg.: Abel Ferrara - Fotogr.(Panoramica/a colori): Fabio Cianchetti - Mus.: Francis Kuipers - Montagg.: Fabio Nunziata - Dur.: 100' - Produz.: Bellatrix Media, Go Go Tales Inc., De Nigris Productions.

Interpreti e ruoli

Willem Dafoe (Ray), Roy Dotrice (Jay), Bob Hoskins (il barone), Matthew Modine (Johnie), Riccardo Scamarcio (Steven), Burt Young (Murray), Stefania Rocca (Debbie), Asia Argento (Monroe), Justin Mattera (Sugar), Sabina Began (Electra), Bianca Balti (Adrian), Julia Mayarchuck (Tania), Chiara Picchi. (Ally), Lou Doillon (French), Aurora Giuliani (Kelly), Danny Quinn (Clark), Sylvia Miles (Lilian), Anita Pallenberg . (zia Sin)

Soggetto

Il Paradise, night club con spogliarelli, è coperto di debiti, e il suo proprietario Ray Ruby sta cercando di non far chiudere il locale. L'affittuaria però vuole essere pagata, e Johnie, fratello di Ray, gli fa sapere che ha intenzione di non finanziare oltre il locale. Non resta che un colpo di fortuna. Un biglietto delle estarzioni del lotto è quello fortunato ma l'amministratore di Ray non lo trova più. Infine lo recupera. La somma è alta. Forse si può ricominciare.

Valutazione Pastorale

Rispetto ai titoli di alcuni anni fa, è impressionante constatare la caduta verticale di Ferrara nel vuoto di temi e risorse narrative. La parte eccessiva, provocatoria fino al pugno nello stomaco c'è sempre stata ma era appunto compensata dall'emergere di argomenti forti, di situazioni vissute al limite di scelte morali che mettevano in gioco la vita. Qui tutto è azzerato, e non si sa se ridere o irritarsi. La cornice del locale per voyeurs prende il sopravvento, e si intuisce che Ferrara sa come costruire le atmosfere o muovere la m.d.p. ma dentro il quadro non c'è niente, solo donne manichino, uomini maschere, personaggi fasulli e inesistenti. Forse anche per il regista newyotchese é venuto il momento di riflette sul da farsi. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come inconsistente, e certamente scabroso. UTILIZZAZIONE: il film potrebbe anche essere utilizzato ma, per quanto detto sopra, a trascurarlo non si perde praticamente niente. Anzi. Certo molta attenzione é da tenere per i minori e i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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