HATES – HOUSE AT THE END OF THE STREET

Valutazione
Consigliabile, Problematico
Tematica
Famiglia, Famiglia - genitori figli, Malattia
Genere
Thriller psicologico
Regia
Mark Tonderai
Durata
100'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Canada, Stati Uniti
Titolo Originale
House at the end of the street
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
David Loucka Jonathan Mostow
Musiche
Theo Green
Montaggio
Karen Porter, Steve Mirkovich

Orig.: Stati Uniti/Canada (2011) - Sogg.: Jonathan Mostow - Scenegg.: David Loucka - Fotogr.(Scope/a colori): Miroslaw Baszak - Mus.: Theo Green - Montagg.: Karen Porter, Steve Mirkovich - Dur.: 100' - Produz.: Jonathan Mostow, Aaron Ryder - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Jennifer Lawrence (Elissa), Elisabeth Shue (Sarah), Max Thierot (Ryan), Gil Bellows (Weaver), Nolah Gerard Funk (Tyler Reynolds), Allie MacDonald (Jillian), James Thomas (Ben Reynolds), Jonathan Malen . (Ray), Krista Bridges (Mary Jacobson), Jov Tanner . (Bonnie Reynolds)

Soggetto

Da poco divorziata, Sarah si trasferisce con la giovane figlia Elissa in una casa isolata alla periferia di una cittadina agricola. Dopo i primi momenti, Elissa è attratta da Ryan, un ragazzo taciturno e introverso, sopravvissuto al doppio omicidio della famiglia accaduto anni prima. I due cominciano a familiarizzare, ostacolati però da Sarah che non gradisce la loro relazione. Solo dopo molte incomprensioni, litigi, e strane scoperte, Elissa riesce a ricostruire il vero passato di Ryan, fatto di soprusi e violenze da parte della mamma. Anche l'equilibrio del ragazzo si rompe ed eccolo chiuso in ospedale sotto stretta sorveglianza.

Valutazione Pastorale

La storia oscilla tra molte sumature del thriller, con prevalenza per quelle psicologiche. Si parta e infatti da una situazione di ricerca della tranquillità, e si cade a poco a poco con crescente inelutabilità in un abisso di frustrazioni, condizionamenti, alterazioni dei normali rapporti familiari. Il nucleo familiare come luogo di perdizione e di malintesa affettività sembra attraversare il copione: con il contorno dei problemi che si creano tra genitori separati e figli, tra figli maschi e figli femmine, tra istinti di prevaricazione e cambio di identità. Un grumo drammatico non da poco, favorito dall'unità di luogo e di ambiente, e tenuto in sospeso fino all'inatteso finale. Forse c'è qualche pretesa eccessiva nel mettere avanti argomenti così delicati, ma il copione mantiene una certa capacità analitica, e soprattutto non cede a facili sbracamenti visivi e gestuali. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme problematico.

Utilizzazione

Tenendo presente il divieto ai minori di 14 anni, il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria per un pubblico più pronto ad una trama di forte impatto emozionale. Molta attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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