HELL BOUND – HELLRAISER II (PRIGIONIERI DELL’INFERNO)

Valutazione
Inaccettabile, Sgradevole
Tematica
Genere
Horror
Regia
Tony Randall
Durata
90'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
HELL BOUND - HELLRAISER II
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Peter Atkins Clive Barker
Musiche
Christopher Young
Montaggio
Richard Marden

Sogg.: Clive Barker - Scenegg.: Peter Atkins - Fotogr.: (panoramica/a colori) Robin Vidgeon - Mus.: Christopher Young - Montagg.: Richard Marden - Dur.: 90'- - Produz.: Film Futures - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Clare Higgins (Julia), Ashley Laurence (Kirsty), Kenneth Granham (Channard), Imogen Boorman (Tiffany), Wiliam Hope (Kyle), Doug Bradley (Pinhead), Barbie Wilde

Soggetto

la giovane Kirsty è ricoverata in una clinica psichiatrica, sotto le cure dello psichiatra e chirurgo dottor Channard. Lei ha di continuo visioni terribili, collegate con il ricordo della perdita del padre, tradito dalla matrigna Julie con il cognato Franck morti anch'essi. Precedentemente la ragazza aveva scoperto non solo la tresca, ma che Julie e l'amante assassino, che costei aveva evocato dagli Inferi, si era ricostruito un corpo vivente con i tessuti degli uomini, attirati da Julie in una sinistra abitazione. In più i due possedevano una magica scatola cinese, che consentiva di penetrare appunto agli Inferi, dove i trapassati si aggiravano praticando torture e piaceri. Ora sono proprio tali spiriti demoniaci i Cenobiti a sconvolgere la mente di Kirsty. Il guaio è che Channard possiede anche lui ben tre scatolette cinesi identiche: costui richiama sulla terra Julie, che risorge scarnificata, seduce il medico con abbracci ripugnanti e poco a poco, la pelle trapiantata (Channard ha molti clienti, che manipola a suo piacere) ritorna la bella donna di un tempo. Poi, aiutato da Julie, il medico criminale manovra uno dei cofanetti-puzzle, penetra nell'altro mondo e si trasforma egli stesso in folle e orrendo Cenobita. Ma Kirsty vuole ritrovare l'ombra di colui che fu suo padre e "liberarlo". Aiutata da Tiffany, una bambina autistica ospite della clinica e bravissima con i rompicapo, Kirsty riesce a penetrare anche lei nell'al di là infernale, ne scopre le architetture fantastiche e gli angosciosi labirinti, deve lottare con la seducente e perfida matrigna e finalmente distrugge la "Signora del Male" ed il suo amante Channard, ormai deciso a far fuori anche Kirsty e la ragazzina. L'anima del padre di Kirsty, liberata, sarà infine in pace, anche se sulla terra la maledizione di Julie, e l'orrore dei cenobiti restano una minacciosa presenza, annidata nel sangue di cui sembra intriso lo studio del dottor Channard.

Valutazione Pastorale

nel precedente film, girato però da Clive Barker, i Cenobiti si chiamavano "Supplizianti", con la stessa insania visionaria e sanguinolenta. Anche la scatolina magica è la stessa (anzi, ce ne sono diverse): cubi preziosi e scintillanti, tutti incastri e molle segrete, scattando le quali è assicurato l'andirivieni con gli Inferi. Copioso anche, sotto la regia di Tony Randel, il ricorso alla psicanalisi, di gran lunga minore l'importanza del sesso e poi più epidermide che carne viva, una pelle vischiosa, appiccicata su esseri scarnificati e vogliosi di vita. Molti anche i simboli: la innocente bambina, che imbocca impavida e indenne corridoi sinistri, giocherellando fruttuosamente con il puzzle non più indecifrabile; la lotta contro il Male incarnato da Julie, in combutta con la Scienza impazzita (il medico, diventato Cenobita pure lui). La storia precedente era forse più grezza nei suoi effetti; qui essa appare più oscura e a tratti pretenziosa, come di un horror più intellettuale e reso forse meno ripugnante, in uno scintillio costante di trivelle, fiocine, lamelle rotanti e bisturi, che spuntano nelle fauci di mostruosi serpentelli. L'atmosfera è sinistra ed adeguatamente funeraria (compresa l'anticamera della morte nel sottosuolo della clinica), ma c'è qualcosa di più asettico e surreale, specie nella prima parte, che è la migliore e meno affannosa (vedasi l'espisodio della evocazione dello scheletro di Julie, che l'allucinato Channard avvolge in bende bianchissime: una specie di pas de deux sospeso in un clima astratto, che non manca di stile). Non poche le trovate in questo viaggio agli Inferi, per un horror piuttosto sofisticato, il quale punta molto sulla scenografia e anche sul grottesco, affidandosi a luci, corridoi da incubo ed effetti non grossolani, considerando il puzzle e i suoi incastri invisibili come il passe-partout che dà accesso ai misteri ed agli orrori di un mondo sotterraneo, popolato da esseri deformati, torturati e non certamente in pace.

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