HO VINTO LA LOTTERIA DI CAPODANNO

Valutazione
Accettabile, Brillante
Tematica
Genere
Farsesco
Regia
Neri Parenti
Durata
103'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
HO VINTO LA LOTTERIA DI CAPODANNO
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Neri Parenti
Musiche
Bruno Zambrini
Montaggio
Sergio Montanari

Sogg. e Scenegg.: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Neri Parenti - Fotogr.: (normale/a colori) Alessandro D'Eva - Mus.: Bruno Zambrini - Montagg.: Sergio Montanari - Dur.: 103' - Prod. C.G. Group Tiger Cinematografica, Maura International Film, Rete Italia

Soggetto

Ciottoli, un malaccorto cronista di un quotidiano romano umiliato dal direttore, beffato dai colleghi, gravato di debiti e minacciato da un boss della malavita suo creditore mentre sta tentando maldestramente di suicidarsi apprende di essere il vincitore della Lotteria di Capodanno. Serie e numero, ripetutamente annunciati da radio e TV, corrispondono: il vincitore di ben cinque miliardi è proprio lui. Ciottoli nasconde il biglietto in casa dentro la macchina per scrivere, una "Taurus", e decide che il modo migliore per conservare, almeno per il momento, l'anonimato è di continuare la vita consueta. Ma, allorché il maligno direttore incarica lui di scovare a tutti i costi il vincitore, esplode, ne devasta lo studio, partecipa agli applausi del Personale e perfino promette al boss di saldare il debito. Tornato a casa trova il suo alloggio completamente vuoto: i mobili sono stati pignorati per un vecchio provvedimento e la macchina per scrivere è stata portata via con il resto. All'asta, Ciottoli la recupera, sbalordendo tutti perché ha voluto pagarla quattro milioni, ma il biglietto non c'è: di "Taurus" identiche ne sono state poste all'asta altre cinque e non gli resta che di partire in caccia sulle Piste dei singoli acquirenti. Da qui innumerevoli ansie, avventure e catastrofi, sempre con la persecuzione degli scagnozzi del boss: in un alloggio proprio mentre sta andando a fuoco; presso un antiquario fanatico per giade e cristallerie preziosissime: nell'Ambasciata di un Paese arabo; presso un Istituto per non vedenti, su di un palcoscenico, in cui uno sfrenato balletto di gigolò e di loro compagne celebra il Bicentenario della Rivoluzione Francese. Al termine della sua odissea, Ciottoli apprende invece che il biglietto della Lotteria è stato reperito nella Fondazione dei non vedenti, ora trasferitasi in una nuova e lussuosa sede, un comodo asilo dove ognuno ha trovato conforto alla propria sventura. Ed è là che Ciottoli può ammirare, nascosto dietro una colonna, il busto che si inaugura a lui benefattore.

Valutazione Pastorale

molte le gag e moltissime le trovate, in una autentica girandola condotta a ritmi scatenati. Se ne avvantaggia Paolo Villaggio, impegnato in una storia che questa volta ha i sapori e gli umori della farsa vera e non le scurrilità e scempiaggini della farsaccia. Lo spunto, non di per sè nuovissimo (il biglietto vincente di una Lotteria) è abilmente trattato con incursioni anche nel demenziale, con situazioni insolitamente comiche e tanto motivate da sostenere la narrazione. Di un brio altrettanto indubbio e di un buon gusto, davvero indovinato, il balletto che precede il finale, con un Villaggio che piroetta e volteggia come gigolò. Da vincente che era nella ricchissima Lotteria, egli finisce perdente una volta di più, come sempre beffato dagli uomini e dalle avverse circostanze, in linea con quel modulo di goffaggine e amarezza cui Villaggio non manca di attenersi.

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