HO VISTO LE STELLE !

Valutazione
Accettabile, semplice*
Tematica
Il comico
Genere
Commedia
Regia
Vincenzo Salemme
Durata
90'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Mikado Film
Musiche
Antonio Boccia
Montaggio
Claudio Di Mauro

Orig.: Italia (2003) - Sogg. e scenegg.: Vincenzo Salemme - Fotogr.(Panoramica/a colori): Mauro Marchetti - Mus.: Antonio Boccia - Montagg.: Claudio Di Mauro - Dur.: 90' - Produz.: Luigi Musini, Roberto Cicutto, Valeria Esposito.

Interpreti e ruoli

Vincenzo Salemme (Antonio), Maurizio Casagrande (Eugenio), Alena Seredova (Alina), Claudio Amendola (Renato), Gian, Venantino Venantini

Soggetto

Arrivato da Napoli a Milano con l'amico Eugenio per partecipare alle selezioni di un'agenzia che recluta interpreti per un reality show, Antonio si sente dire che, tra le persone da ingaggiare, c'é bisogno di un gay. Da quel momento non esita a farsi passare per tale, e ancora di più si immedesima nel ruolo dopo essere caduto nella trappola di adescamento da parte di due avvenenti ragazzi mandati apposta dall'agenzia per verificare la verità. Ingaggiato come cameriere in un ristorante, Antonio è colpito dall'avvenenza di Alina, una ragazza che si esibisce nel locale. Alina è arrivata clandestina dall'Est e ora è la donna di Renato, boss della zona, sposato e in rotta con il suocero. Preoccupato per non poterla controllare tutto il giorno, Renato avvicina Antonio e, saputo che è gay, gli propone di sposare la ragazza e di riferirgli i suoi spostamenti. Il rapporto con il suocero però diventa più teso e si risolve in una furibonda sparatoria alla quale Antonio assiste incredulo, essendo tuttora convinto di trovarsi in una grande fiction controllata. Renato resta colpito a terra (o forse è il suo gemello fatto arrivare da Roma) e quando arriva la polizia tutti i colpevoli vengono arrestati. Ora Antonio e Alina si dichiarano reciproco amore. E non è finzione.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una commedia che aggiorna all'attualità il sempreverde canovaccio degli equivoci e delle incomprensioni (vedi la dettatura della lettera fatta da Antonio ad Eugenio che è davanti al computer portatile). Tutto infatti si muove sull'onda delle suggestioni televisive derivate dal 'Grande Fratello' e trasmissioni affini. Antonio viene truffato da una inesistente agenzia di reclutamento (paga 5000 euro) e tuttavia continua a credere di essere sorvegliato e di vivere tutto il giorno in un grande set televisivo senza limiti. Da qui, e naturalmente dall'aver assunto il personaggio di un gay, nascono imbarazzi, incomprensioni, indecisioni. L'origine teatrale di Salemme incombe lungo il racconto, spesso il cinema latita per lasciar posto alla tecniche del varietà e dell'avanspettacolo della tradizione partenopea. Comunque nell'insieme, grazie ad una certa verve e alla disponibilità di tutti gli interpreti, la storiella regge fino ad arrivare ad una piccola lezioncina finale sulla bontà d'animo di Antonio che ha la meglio sulla brutalità del boss. Sentimentalismo, macchiette, una bella canzone eseguita al piano dallo stesso Salemme per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, e senz'altro semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto in altre circostanze come occasione di svago e di passatempo gracile ma piacevole.

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