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Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Metafore del nostro tempo
Genere
Metafora
Regia
Ursula Meier
Durata
97'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Belgio, Francia, Svizzera
Distribuzione
Teodora Film
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Susana Rossberg, Francois Gedigier, Nelly Quettier

Orig.: Svizzera/Francia/Belgio (2008) - Sogg. e scenegg.: Ursula Meier, Antoine Jaccoud, Raphaelle Valbrune, Gilles Taurand, Olivier Lorelle, Alice Winocour - Fotogr.(Panoramica/a colori): Agnes Godard - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Susana Rossberg, Francois Gedigier, Nelly Quettier - Dur.: 97' - Produz.: Elena Tatti.

Interpreti e ruoli

Isabelle Huppert (Marthe), Olivier Gourmet (Michel), Adelaide Leroux (Judith), Madeleine Budd (Marion), Kacey Mottet Klein . (Julien)

Soggetto

Siamo lungo un'autostrada costruita da anni e mai inaugurata. Al margine di un rettilineo pulito e silenzioso si trova una grande casa con annesso giardino, o quel che resta del manto erboso di una volta. Qui ha preso dimora una famiglia composta da Michel, Marthe e dai loro tre figli, due femmine e un maschio, la prima grandicella, gli altri due più piccoli. Lui la mattina attraversa le due carreggiate, prende la macchina e va al lavoro, i ragazzi aspettano il bus che li porta a scuola (tranne la più grande), lei resta a casa. L'armonia di questa sia pure insolita quotidianità si rompe quando arrivano notizie sull'imminente apertura dell'autostrada. Passano le prime macchine di prova, poi comincia il traffico regolare via via più intenso, i rumori sono impossibili da sopportare. Come reagire? Murare la casa non serve. L'unica soluzione é la fuga.

Valutazione Pastorale

Uno scenario certamente inconsueto che la regista franco/svizzera Ursula Meier, esordiente, concepisce come una metafora dell'impossibilità contemporanea di avere stabilità. La società (occidentale?) é arrivata ad un punto tale di squilibrio, da non riuscire a garantire tranquillità. Per i più deboli la precarietà diventa un modo di vivere quasi inevitabile. Arriva lo sradicamente dalla casa, come 'luogo' di identità, e l'alternativa resta confusa. La metafora, come si diceva é evidente, curiosa per l'ambientazione e in qualche passaggio coinvolgente. Sulla lunga distanza, perde di lucidità, il finale resta in sospeso e c'è qualche passaggio un po' forzato. Come se si dovesse dimostrare una tesi. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come complesso, certo problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, più opportunamente, in proiezioni mirate, per riflettere sugli argomenti attuali che ispira (famiglia, lavoro, stabilità, precarietà...). Qualche attenzione per i più piccoli é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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